Allergie respiratorie: fattori scatenanti, sintomi e terapie

13 marzo 2015
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Allergie respiratorie: fattori scatenanti, sintomi e terapie



allergie respiratorie


Polline, polvere, peli di animale: perché possono farci male? Cos'è un'allergia? Quali sono i fattori scatenanti? E i sintomi? Come deve essere fatta una diagnosi e quali sono le terapie?
Per rispondere a queste e altre domande sulle allergie respiratorie, Dica33 ha deciso di mettere a disposizione dei lettori, Maria Beatrice Bilò, presidente Aaito (Associazione allergologi immunologi territoriali e ospedalieri), tra i massimi esperti in Italia di allergia. Ieri, in diretta web e intervistata da Nicola Miglino, direttore editoriale di Dica33, ha fatto chiarezza sul tema e risposto alle domande che i lettori ci hanno fatto pervenire.


Innanzitutto è stata fatta chiarezza sulla definizione di allergia, che non è altro che una reazione abnorme del sistema immunitario. Nei soggetti allergici, il sistema immunitario "impazzisce" e produce degli anticorpi allergici, detti IgE, che anziché proteggere l'organismo, lo danneggiano, perché diretti contro alcune sostanze specifiche, gli allergeni. Gli anticorpi IgE si legano a delle cellule particolari, i mastociti, che in presenza di allergene si rompono e liberano le sostanze chimiche responsabili dei processi infiammatori che si manifestano con una serie di sintomi che si differenziano a seconda dell'organo colpito.
Ad esempio, se si tratta degli allergeni che vengono respirati, avremo sintomi che riguardano l'apparato respiratorio: rinite allergica (o raffreddore allergico), asma allergico, congiuntivite allergica.

Fatta questa dovuta premessa, la conversazione è entrata nel vivo: quali sono i sintomi e i test per effettuare una diagnosi certa, quali sono i fattori scatenanti, e infine quali interventi comportamentali e quali terapie farmacologiche adottare.

Innanzitutto, «i sintomi tipici di una rinite allergica (o raffreddore allergico)» sottolinea Bilò, «sono quattro: prurito intenso, a naso o orecchie o palato; starnutazioni a raffica; rinorrea, cioè acqua che scende dal naso; congestione nasale, cioè naso chiuso. I sintomi dell'asma sono invece: respiro sibilante; sensazione di pesantezza a livello del petto; tosse secca e stizzosa; fiato corto».
Questi sintomi sono tutti indicatori di allergia respiratoria, soprattutto nel momento in cui si manifestano, non abitualmente, ma solo in particolari situazioni, ad esempio dopo uno sforzo fisico, o una risata fragorosa.

Una volta verificati questi indicatori, è necessario però effettuare una diagnosi vera e propria e lo si può fare in due modi:

- Attraverso il prick test si riesce a verificare la presenza degli anticorpi allergici IgE nel sangue o nelle cellule della pelle. Dopo aver posto sull'avambraccio a debita distanza gocce di estratti dei diversi fattori scatenanti le allergie respiratorie (acari della polvere, pollini, muffe - sia dell'ambiente interno che esterno -, derivati allergizzanti animali, come gatti, cani, criceti, conigli), si procede facendo una puntura con una piccola lancetta (un minuscolo spillo). Se dopo 15-20 minuti saranno comparsi dei ponfo rossi e pruriginosi, ecco conferma di allergia.
«Il test è economico, rapido, semplice da realizzare e non pericoloso, per questo può essere fatto anche ai bambini piccoli», specifica Bilò.

- Ricerca IgE nel sangue, si tratta di un prelievo specifico che può indagare la singola sostanza che si sospetta causa di allergie.

A questo punto, è necessario adottare dei provvedimenti, «e non prendere sottogamba o banalizzare la malattia, spesso trascurata dai pazienti, nonostante sia la quarta causa di malattia cronica in Italia e abbia dei sintomi molto fastidiosi che possono incidere nella vita delle persone, sia qualitativamente che economicamente» precisa Bilò.

Le terapie possono essere di tre tipi: comportamentale, farmacologica e immunologica. Vediamole schematicamente, mentre per le indicazioni più puntuali rimandiamo all'intervista.

1. La prevenzione ambientale e di comportamento da mettere in atto a seconda del fattore scatenante. Ad esempio in caso di allergia agli acari è necessario mantenere in casa un'umidità bassa, al di sotto del 50 per cento e non tenere tappeti e moquettes; chi è allergico ai pollini non deve rimanere all'aria aperta e spalancare le finestre nel momento di maggiore concentrazione dei pollini, cioè tra le 10 e le 16, chi è allergico ai peli di animale, deve evitare che questo risieda negli ambienti più frequentati dal soggetto all'allergico, per esempio la camera da letto.

2. La terapia farmacologica per la rinite allergica o raffreddore allergico per tutti i tipi di gravità è di tre tipi: gli antistaminici, che hanno un'attività antinfiammatoria e agiscono sui sintomi come prurito, starnuti e secrezioni; gli spray nasali contenenti antinfiammatori cortisonici; e altri spray da banco, che danno benessere immediato, «ma sono da utilizzare solo per un brevissimo lasso di tempo perché possono causare l'effetto boomerang, e portare un peggioramento dell'ostruzione» mette in allerta Bilò.

La terapia farmacologica per l'asma prevede l'utilizzo di antinfiammatori per via inalatoria per sfiammare i bronchi e i broncodilatatori. Gli inalatori odierni contengono entrambi i farmaci per una miglior azione su questa malattia infiammatoria cronica.

3. Infine, l'immunoterapia, consiste nella somministrazione per via iniettiva e sublinguale, della sostanza di cui si è allergici, opportunamente standardizzata, per stimolare il sistema immunitario a difendersi.

L'intervista ha poi approfondito le cause dell'aumento delle allergie respiratorie negli ultimi decenni e l'elemento inquinamento, l'utilizzo dei farmaci per le allergie in gravidanza, e accennato al tema delle allergie nei bambini legato all'attività sportiva.
Ilaria Pedretti


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