Generici e biosimilari, nubi all'orizzonte da ipotesi nuovi tagli

07 aprile 2015
Focus

Generici e biosimilari, nubi all'orizzonte da ipotesi nuovi tagli



È destino: sempre più spesso le cattive notizie nel comparto farmaceutico si accompagnano a termini anglosassoni, il cui significato sfugge ai non addetti ai lavori, ma le cui ripercussioni sul paziente sono reali e avranno effetti, eccome se ne avranno!

Dopo la retromarcia nel Ddl liberalizzazione sul patent linkage, ovvero sulla norma che ritarda l'ingresso dei generici nel nostro paese, ecco il nuovo incubo, annunciato dal presidente di Assogenerici Enrique Hausermann, di un nuovo taglio al comparto farmaceutico: «I tagli alla farmaceutica paventati con un decreto legge Omnibus, si parla di 300 milioni per la sola farmaceutica, possono trasformarsi in un colpo che il comparto del farmaco equivalente non potrebbe sopportare» si legge in un comunicato diffuso sul sito Internet di Assogenerici.

È il meccanismo dei criteri di riparto del payback (ecco il secondo termine anglosassone che impensierisce i produttori di farmaci generici e biosimilari) il problema più temuto, in caso di ulteriore spending review (altro termine anglosassone, quest'ultimo, conosciuto non solo agli addetti ai lavori ma a noi tutti!).

Ma, in concreto, cosa è il payback? È un sistema di compensazione dell'eccesso di spesa sanitaria che obbliga i produttori di farmaci, sia generici che coperti da brevetto, a restituire al Ssn le somme che superano il tetto della spesa complessiva.

Da tempo AssoGenerici sostiene che ulteriori riduzioni delle risorse destinate all'assistenza farmaceutica se non accompagnate a una coerente revisione del sistema del payback, si rivelerebbero assolutamente insostenibili per tutti i produttori di farmaci equivalenti, con particolare riferimento al canale ospedaliero.

A tal riguardo occorre ricordare che i generici vengono acquistati in via esclusiva mediante gare opportune, il cui criterio di assegnazione si fonda sul minor prezzo. Se a questo meccanismo che, di per sé, introduce automaticamente dei risparmi nel Ssn, si aggiungono ulteriori riduzioni di spesa da compensare attraverso il payback, senza distinguere tra produttori di farmaci generici e farmaci ancora coperti da brevetto, la situazione per i produttori di generici diventa insostenibile.

Pertanto, afferma Hausermann: «Quanto trapelato sugli organi di stampa in merito alla posizione espressa da Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni, merita un'attenta riflessione». Il riferimento è alla lettera scritta dal Presidente Chiamparino al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Rispetto a questa ulteriore "spending review" infatti, Chiamparino innanzitutto correttamente afferma che «in alcuni settori, come quello della farmaceutica, alcune procedure come i tetti di spesa e i criteri di riparto del payback, hanno dimostrato diverse criticità nell'applicazione».

«Abbiamo più volte richiamato l'attenzione sul fatto che le aziende dell'equivalente, pur essendo i principali garanti della sostenibilità della spesa farmaceutica, attraverso lo strumento del payback continuano a esser caricate dei tagli alla spesa al pari dei produttori dei ben più costosi farmaci a brevetto» spiega Hausermann. «A questi aspetti ci auguriamo che il presidente Chiamparino si riferisca nell'auspicare i necessari correttivi ai criteri di riparto del payback» conclude Hausermann.


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