Scompenso cardiaco: combattilo con la spiritualità

28 aprile 2015
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Scompenso cardiaco: combattilo con la spiritualità



scompenso cardiaco; spiritualità


Oltre alle medicine e al corretto stile di vita anche la spiritualità può avere un ruolo importante per la salute del cuore. Ne sono convinti i ricercatori guidati da Paul Mills professore di medicina di famiglia e salute pubblica presso l'Università della California a San Diego, che hanno appena pubblicato sulla rivista Spirituality in clinical practice un articolo sull'argomento.

«Spiritualità e gratitudine sono legate al benessere, ma ad oggi non è stata studiata in dettaglio l'associazione tra la gratitudine e lo scompenso cardiaco, né è stato valutato se proprio la gratitudine sia il meccanismo attraverso il quale la spiritualità porta effetti positivi sul corpo e la mente delle persone con questa patologia» dice l'autore che ha coinvolto nella sua ricerca 186 persone con scompenso cardiaco, ma senza sintomi. E come ricordano i ricercatori, in questo stadio della malattia - lo stadio B - i pazienti possono fare molto per evitare la progressione verso lo stadio successivo, soprattutto migliorando il loro stile di vita e il loro stato di benessere, incluso quello spirituale. Ebbene, l'analisi ha evidenziato che, in presenza di scompenso cardiaco di stadio B, vivere la vita con un atteggiamento di gratitudine si associa a una migliore qualità del sonno, a un umore più positivo e a una ridotta fatigue, tutti sintomi che diventano sempre più frequenti e pesanti con l'avanzare dello scompenso cardiaco.

«È emerso anche un legame tra livelli più elevati di gratitudine e riduzione di alcuni marcatori biologici dell'infiammazione, un fattore che influenza in modo negativo la salute di cuore e vasi» aggiunge Mills, precisando che lo studio non è stato disegnato per dimostrare che la gratitudine è la causa dei miglioramenti cardiovascolari, ma mette in luce solo l'esistenza di un'associazione. Nel loro lavoro, Mills e colleghi hanno anche chiesto ai partecipanti di scrivere per tre settimane un "diario della gratitudine" - oggi disponibile anche sotto forma di app per smartphone - nel quale annotare ogni giorno tre cose per le quali essere grati. «Chi ha compilato il diario ha mostrato livelli ridotti di importanti marcatori dell'infiammazione e un aumento della frequenza cardiaca mentre scriveva» dice Mills ricordando che una maggiore variabilità della frequenza cardiaca è segno di buona salute del cuore. E conclude: «Sembra che un cuore grato sia anche un cuore più sano e aumentare la gratitudine potrebbe aumentare anche il benessere fisico delle persone che soffrono di scompenso cardiaco».


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