La meningite approfitta della disinformazione sui vaccini

04 maggio 2015
Interviste

La meningite approfitta della disinformazione sui vaccini



meningite; vaccinazione


Ogni anno circa mille persone, soprattutto bambini, vengono colpiti dalla meningite in Italia, e cento non sopravvivono, perché per la forma fulminante che li ha colpiti le cure non sono sufficienti. Delle altre, circa 600 si riprendono completamente, mentre 300 rimangono segnate per il resto della vita da cicatrici invalidanti, seri problemi alla vista e deficit neuro-motori, e devono ricorrere a protesi acustiche o degli arti. Nelle scorse settimane è scattato l'allarme in Toscana, perché dall'inizio dell'anno si sono verificati 22 casi di meningite, soprattutto tra gli adolescenti, con 5 vittime. La grandissima parte di queste tragedie potrebbe essere evitata con un atto semplice: la vaccinazione, che però non è ancora diffusa come dovrebbe. Dica33 ne ha parlato con Susanna Esposito, che dirige l'Unità di Pediatria ad alta intensità di cura del Policlinico di Milano ed è l'attuale presidente dell'Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici.

Professoressa Esposito, si è appena svolta la settimana mondiale delle vaccinazioni. Com'è la situazione in Italia?
«Purtroppo stiamo assistendo ad un pericoloso calo delle coperture vaccinali dovuto alla sempre più diffusa percezione, profondamente sbagliata, che alcune malattie infettive non siano gravi, e che vaccinarsi può essere rischioso. Occorre invece considerare che per tutti i vaccini obbligatori e per quelli raccomandati - come quelli per la meningite - i rischi cui espone la malattia sono molto superiori a qualunque possibile effetto collaterale del vaccino».

L'allarmismo ingiustificato in tema di autismo ha provocato gravi danni...
«Proprio così. I vaccini hanno salvato fino ad oggi milioni di vite in tutto il mondo e la loro tollerabilità e sicurezza è molto ben studiata. È proprio di questi giorni la notizia della pubblicazione sull'autorevole rivista scientifica Jama di un importante studio sul vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia (Mpr) che ha dimostrato ancora una volta che i timori di un legame con l'autismo sono del tutto immotivati. Lo studio ha preso in esame decine di migliaia di bambini americani, molti dei quali particolarmente a rischio perché hanno un fratello più grande colpito da autismo, e ha confermato con assoluta chiarezza che il vaccino non è in alcun modo correlato a un aumento del rischio di autismo nemmeno in questo sottogruppo particolare».

Però i timori hanno avuto conseguenze anche sulla vaccinazione contro la meningite?
«Sì. Abbiamo assistito negli ultimi anni a un rifiuto progressivo anche della vaccinazione esavalente, che protegge contro uno dei batteri capaci di causare la meningite - l'Haemophilus influenzae di tipo b - e oggi ha una copertura media del 90 per cento circa, mentre l'obiettivo che garantisce la migliore protezione di tutta la popolazione è del 95 per cento. Fra l'altro la meningite può essere causata anche da altri batteri, come il meningococco che ha colpito in Toscana e lo pneumococco: il vaccino contro lo pneumococco e quello contro il meningococco C sono raccomandati dal ministero della Salute, ma molti pensano erroneamente che quello esavalente possa bastare a proteggere contro tutte le forme di meningite batterica».

Quindi occorre fare di più per proteggere i bambini dal rischio di meningite?
«Assolutamente. Innanzitutto occorre approfittare della disponibilità gratuita dei vaccini raccomandati a livello nazionale. Ma si può fare anche di più: al momento attuale il calendario vaccinale del Ministero raccomanda la vaccinazione contro il meningococco C al compimento di un anno, e solo alcune regioni prevedono il richiamo attorno agli 11-12 anni. Penso che sia importante eseguire a un adolescente una dose di vaccino contro il meningococco di tipo A, C, Y e W, così da effettuare un richiamo contro il meningococco C e da coprire altri sierogruppi che sono diffusi in età adolescenziale e nel giovane adulto».

E le cure? Esistono segnali che permettano di capire se un bambino è colpito da meningite e rischia la vita?
«Purtroppo non è possibile distinguere la meningite folgorante, che inizialmente ha sintomi molto generici, facilmente confondibili con quelli di un normale malessere passeggero. Capita anche nel nostro pronto soccorso che un bambino ogni anno muoia di meningite folgorante, anche se ha avuto tutta l'assistenza possibile. Per questo è così importante utilizzare al meglio i vaccini che abbiamo a disposizione».

Fabio Turone


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