Convivere con Internet, senza eccessi

11 maggio 2015
Interviste

Convivere con Internet, senza eccessi



dipendenza da internet


Non è ancora del tutto chiaro se esiste una vera e propria Internet-dipendenza, ma uno studio condotto da ricercatori gallesi e italiani ha verificato che chi passa molte ore collegato a Internet rischia più degli altri di agire in preda all'impulsività. Dica33 ne ha parlato con Roberto Truzoli, che ha condotto la ricerca insieme alla collega Michela Romano dell'Università degli Studi di Milano e Philip Reed della Swansea University.

Dottor Truzoli, cominciamo dall'inizio: che cosa si intende con Internet-dipendenza?
«Premesso che non c'è accordo tra gli specialisti sul considerarla o meno un disturbo a sé stante, e non piuttosto un'espressione di un malessere che esisterebbe con altre forme anche senza Internet, si può dire semplificando un po' che la definizione riguarda chi trascorre talmente tanto tempo in attività su Internet da non riuscire più ad avere una vita normale: gli esempi possono riguardare chi trascura il partner e non si occupa più delle attività domestiche né delle relazioni sociali che in precedenza lo interessavano. In quei casi, internet - attraverso il computer, il tablet o il telefonino, può diventare un'ossessione giorno e notte».

Ma il pericolo è legato all'uso di Internet?
«Questo è il punto: Internet è sicuramente un'opportunità e non va demonizzata. Solo che per alcune persone può diventare ingestibile, perché interferisce pesantemente con la vita quotidiana. Non è semplice comprendere a partire da quando l'uso intenso rischia di trasformarsi in abuso, ma noi abbiamo per esempio osservato che chi mostra i sintomi di dipendenza da Internet tende ad agire più impulsivamente, cioè in un certo senso non riesce come prima a mantenere il controllo della situazione, e a pianificare l'uso del tempo.
Poiché alcune ricerche hanno segnalato anche una relazione tra l'uso di Internet e aumento del rischio di depressione occorrerà approfondire gli studi sulla relazione fra dipendenza da Internet, depressione e impulsività, con tutti i comportamenti problematici associati alle scelte impulsive, tra i quali il gioco d'azzardo».

Questo significa che con i bambini occorre usare particolari attenzioni riguardo a Internet?
«Internet è una finestra sul mondo, e quindi avvicina anche a potenziali pericoli, legati per esempio al contatto con sconosciuti, tra cui anche potenziali malintenzionati che possono assumere una falsa identità. A questo si aggiunge il rischio che poco alla volta la rete occupi progressivamente una parte sempre più significativa della giornata dei bambini».

Quali possono essere le contromisure?
«In generale i genitori devono accompagnare i bambini nella scoperta di Internet, e nell'uso consapevole, magari dopo aver installato sul computer software che filtrino l'accesso ai siti poco raccomandabili. È importante che il bambino sappia sempre di poter contare sui genitori, e venga incoraggiato per esempio a raccontare le eventuali "stupidaggini" che possono aver portato per esempio a incontri pericolosi con sconosciuti, analogamente a quello che potrebbe accadere per esempio in un parco pubblico. È bene premiare la sincerità, per rafforzare la tendenza a chiedere aiuto ai genitori senza farsi sopraffare dal senso di colpa che in genere colpisce i bambini quando sanno di aver fatto qualcosa di sbagliato, disobbedendo agli ordini».

Ha senso porre un limite di orario all'uso quotidiano?
«Senz'altro sì. Un limite è importante anche se può in qualche misura essere contrattato in base all'età e in base al tipo d'uso: se il computer viene usato per mantenere rapporti sociali a distanza - magari con amici conosciuti in vacanza - c'è meno da preoccuparsi rispetto a quando il tempo viene trascorso in un contesto di chat con persone sconosciute, nascoste dietro a un nickname. Ed è importante che dopo una certa ora il bambino lasci computer e cellulare fuori dalla stanza da letto, per non venire né disturbato da messaggini né tentato da giochi o social network durante la notte».


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