Occhio secco e pollini: i rimedi per ridurre l’irritazione

11 maggio 2015
Focus

Occhio secco e pollini: i rimedi per ridurre l'irritazione





La primavera non è solo la stagione delle allergie. Con il risveglio di fiori e piante infatti aumenta la concentrazione di pollini nell'aria e in parallelo aumentano anche le diagnosi di sindrome dell'occhio secco, che i ricercatori guidati da Anat Galor, professore di oftalmologia clinica all'Università di Miami, pensano possano essere associate proprio alle allergie.

Primavera, in particolare il mese di aprile, e inverno. Sono questi i periodi dell'anno nei quali le diagnosi di sindrome dell'occhio secco raggiungono il loro picco secondo i dati recentemente riportati sulle pagine della rivista Ophtalmology da Galor e colleghi. «Abbiamo analizzato i dati relativi a 3,4 milioni di visite in cliniche oculistiche tra il 2006 e il 2011, riscontrando oltre 600.000 diagnosi di sindrome dell'occhio secco» dice la ricercatrice, precisando che i casi di occhio secco hanno un picco massimo in primavera (18,5%) e in inverno, mentre raggiungono i livelli minimi in estate (circa 15%). «In particolare in aprile, il mese nel quale in genere le concentrazioni di polline sono al massimo, si arriva anche al 21%» continua Galor, suggerendo un legame tra gli allergeni come il polline e la sindrome dell'occhio secco. Per quanto riguarda invece il picco invernale, gli autori sospettano che possa essere dovuto a una bassa umidità negli ambienti interni legata al riscaldamento. «Questi risultati possono aiutare medici e pazienti a trattare i sintomi dell'occhio secco in modo più efficace anche in base alla stagione nella quale si presentano» conclude l'oftalmologa.

Ma non si tratta solo di piangere - per gioia o per tristezza. Le lacrime hanno un ruolo molto importante per la salute dell'occhio e lo aiutano a restare lubrificato, anche se a volte questa loro funzione viene meno e si parla allora di sindrome dell'occhio secco.

I sintomi sono molti: occhi stanchi e arrossati, sensazione di bruciore, prurito e "occhio che punge", maggiore sensibilità alla luce, al fumo o al vento, sensazione di avere qualcosa nell'occhio. E se i sintomi sono tanti, la causa è sempre riconducibile alle lacrime che possono essere inadeguate per quantità (poche lacrime) o per qualità (composizione sbilanciata che non garantisce una lubrificazione corretta). Con l'età il rischio di secchezza degli occhi aumenta, così come aumenta con l'avvicinarsi della menopausa nelle donne, con interventi di chirurgia laser agli occhi, con l'uso di alcuni farmaci e con particolari condizioni ambientali come il vento, l'aria troppo secca o l'uso prolungato di video terminali.

La soluzione per ridurre il fastidio consiste nell'utilizzare lacrime artificiali che si possono acquistare in farmacia, ma questo rimedio è solo provvisorio: per risolvere il problema alla radice è bene rivolgersi a uno specialista che saprà individuare l'intervento migliore per risolvere la vera causa.


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