Sedentarietà e ansia: esiste un legame

01 luglio 2015
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Sedentarietà e ansia: esiste un legame



sedentarietà; ansia


Non si tratta solo di rischio di diabete, malattie cardiache e cancro. Trascorrere troppo tempo seduti può aumentare anche il rischio di problemi psicologici come l'ansia. Lo affermano i ricercatori guidati da Megan Teychenne, del Deakin university's center for physical activity and nutrition research di Victoria, in Australia in un articolo pubblicato sulla rivista Bmc public health.

«Da studi recenti sta emergendo un legame tra sedentarietà e salute mentale, in particolare lo sviluppo di depressione, ma le informazioni riguardanti il rischio di ansia sono ancora poche» spiega l'autrice che assieme ai suoi colleghi ha portato a termine una revisione della letteratura per identificare gli studi già pubblicati sulla relazione tra sedentarietà e ansia.

«Abbiamo incluso nella nostra analisi finale nove studi sull'argomento, che valutavano il rapporto sedentarietà-ansia sia in bambini sia in adulti». E al termine dell'analisi è emersa l'esistenza di un'associazione tra il tempo trascorso su sedie e poltrone e rischio di ansia. «La natura del legame tra questi due fattori non è chiara» spiega Teychenne precisando che i dati raccolti non dimostrano una relazione causa-effetto, ma solo l'esistenza di una associazione.

Diverse le spiegazioni possibili, come precisano gli autori. Stare troppe ore seduti spesso significa stare davanti a un video - un computer, uno smartphone o la Tv - impegnati in attività che stimolano continuamente il sistema nervoso e a lungo andare lo rendono in un certo senso iperattivo aumentando così il rischio di ansia.
Al contrario, potrebbe succedere che una persona ansiosa tenda a rimanere in casa e di conseguenza a trascorrere più tempo seduta. E poi c'è il ruolo della salute fisica: le persone sedentarie possono sviluppare problemi fisici che si riflettono poi sulla salute mentale peggiorandola.

«Inattività, salute fisica, depressione e ansia si influenzano a vicenda» dice Alan Manevitz, psichiatra clinico del Lenox hill hospital di New York City che poi conclude: «il consiglio è di prendersi qualche pausa dal lavoro o dalla Tv camminando o facendo stretching. E non serve essere atleti per inserire un po' di movimento nella propria vita quotidiana».


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