Per crescere bene i bambini devono correre qualche rischio

20 agosto 2015
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Per crescere bene i bambini devono correre qualche rischio



bambina parco giochi


"Mi raccomando torna a casa per l'ora di cena". Era questa la raccomandazione che le mamme un tempo davano ai figli prima di lasciarli uscire a giocare con i loro amici. Oggi la situazione è molto cambiata e i bambini sono spesso coinvolti in attività ricreative strutturate e sempre sotto lo stretto controllo di genitori spesso troppo apprensivi. «Negli ultimi decenni sono aumentate le preoccupazioni dei genitori sulla salute dei loro figli e i rischi che i bambini possono correre giocando all'aperto con i loro coetanei senza la supervisione di un adulto» dice Mariana Brussoni, della University of british columbia's school of population & public health di Vancouver, in Canada, autrice di un articolo pubblicato sulla rivista International journal of environmental research and public health.

Analizzando 21 studi sull'argomento, Brussoni e colleghi sono giunti alla conclusione che i giochi "rischiosi" portano tanti benefici ai bambini: li aiutano infatti ad essere più attivi fisicamente, a stabilire rapporti con i loro coetanei e a sviluppare aspetti del carattere e della personalità che li aiuteranno una volta diventati adulti. «Ovviamente i genitori devono sempre prestare la massima attenzione alla sicurezza dei loro figli, ma un po' di libertà e di rischio non può far male» sostiene la ricercatrice che elenca tra i giochi rischiosi attività come arrampicarsi sugli alberi, andare in bicicletta a forte velocità, esplorare il vicinato senza la guida di un adulto e persino attività come il wrestling o la lotta con gli amici. Se lasciati liberi di prendere decisioni e di commettere errori - che portano magari a un ginocchio sbucciato o a un ruzzolone - i ragazzi sviluppano meglio le proprie capacità decisionali, acquistano indipendenza e fiducia nelle proprie possibilità e imparano anche a "contrattare" con gli amici senza subire o imporre le scelte. «E non dimentichiamo che anche i bambini, così come gli adulti, hanno bisogno ogni tanto di avere momenti liberi, nei quali nessuno dice loro cosa fare o dà loro istruzioni» conclude Brussoni.


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