Come nasce un farmaco

16 dicembre 2009
Focus

Come nasce un farmaco



di Percarlo Salari
Forse non tutti sanno o immaginano che la nascita di un farmaco richiede un tempo pari a circa 13 volte quello necessario al completamento di una normale gravidanza. Questo perché occorre che un principio attivo superi una serie di controlli in grado di documentarne in un primo tempo l'efficacia su animali e sucessivamente di confermare nell'uomo i dati ottenuti su modelli sperimentali. In altre parole ogni farmaco nuovo deve seguire un percorso obbligato necessario a delineare non soltanto alcune sue prerogative, come per esempio la posologia ottimale e la durata di impiego, ma anche e soprattutto quello che nel gergo tecnico si definisce rapporto costo/beneficio. Un termine, questo, in cui per costo non si deve intendere soltanto quello economico ma anche l'insieme degli effetti indesiderati, che devono essere ragionevolmente inferiori rispetto ai vantaggi.
Allo stesso modo, questi ultimi comprendono una molteplicità di elementi, quali l'entità del miglioramento dei sintomi oppure il tempo necessario a raggiungere un determinato obiettivo (per esempio la guarigione) piuttosto che il guadagno legato alla mancata perdita di giorni di lavoro a causa della malattia o del disturbo per cui il prodotto è indicato.
Ma quello che più interessa è che la vita di ogni farmaco è caratterizzata da due periodi: uno detto preclinico, finalizzato a dimostrare che può essere somministrato all'uomo, e l'altro clinico, in cui si identificano quattro fasi di sviluppo, dettagliate qui di seguito, necessarie a raccogliere in un primo tempo la documentazione necessaria all'autorizzazione in commercio e successivamente a monitorare la sicurezza.

Studi di fase 1
Gli studi clinici di fase 1 sono generalmente condotti su un numero limitato di volontari sani. La fase 1 permette di valutare la sicurezza di un farmaco e le sue caratteristiche "comportamentali" o farmacocinetiche (assorbimento, metabolismo, eliminazione), nonché il meccanismo d'azione (farmacodinamica). Inoltre viene valutata la tollerabilità di diverse dosi di farmaco sperimentale.

Studi di fase 2
Gli studi clinici di fase 2 sono condotti su un numero limitato di pazienti per determinare la sicurezza e l'efficacia del farmaco nel breve termine. Gli studi di fase 2 sono generalmente di confronto con placebo (cioè un composto privo di attività farmacologica) o con un farmaco già in commercio utilizzato per la medesima patologia.

Studi di fase 3
Gli studi di fase 3 sono effettuati su un numero ampio di pazienti e hanno una durata notevolmente superiore a quelli di fase 2, per meglio valutare l'efficacia del farmaco sperimentale e la sua tollerabilità anche nel lungo termine. Le informazioni raccolte durante la fase 3 sono determinanti ai fini della valutazione finale delle indicazioni del farmaco e per richiedere la registrazione dello stesso.

Studi di fase 4
Gli studi di fase 4 vengono effettuati successivamente all'approvazione del farmaco da parte delle autorità regolatorie e alla sua commercializzazione. Lo scopo di questi studi è conoscere meglio l'efficacia del nuovo farmaco rispetto ad altri composti in commercio. È possibile che studi di fase 4 vengano richiesti anche dalle autorità regolatorie per ampliare le conoscenze relative alla sicurezza a lungo termine del farmaco in un numero maggiore di pazienti. Un altro obiettivo degli studi di fase 4 è valutare la sicurezza del farmaco in tipologie di pazienti non studiate durante la fase 3.



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