Il rapporto medico-paziente viaggia (anche) via e-mail

29 gennaio 2016
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Il rapporto medico-paziente viaggia (anche) via e-mail





Niente più ore perse nelle sale d'attesa dello studio medico o costosi viaggi per raggiungere l'ambulatorio dove effettuare la visita. Secondo uno studio statunitense recentemente pubblicato sulla rivista American journal of managed care esiste un'altra possibilità per gestire in modo efficiente il proprio rapporto con il medico in caso di patologie croniche: la rete.

«I numeri ci dicono che sono ancora pochi i medici che regolarmente comunicano con i propri pazienti con le nuove tecnologie, ma l'interesse dei pazienti per un rapporto online con il medico che li segue è davvero alto» afferma Mary Reed, ricercatrice del Kaiser Permanente di Oakland in California, che assieme ai colleghi ha analizzato gli effetti di questo nuovo rapporto medico-paziente su diversi fattori, dalla riduzione delle spese ai miglioramenti delle condizioni mediche. Per raggiungere l'obiettivo, i ricercatori hanno coinvolto nella ricerca poco più di 1.000 uomini e donne statunitensi affetti da problemi di salute cronici come asma, coronaropatie, insufficienza cardiaca congestizia, diabete o ipertensione e hanno chiesto loro di valutare l'utilizzo di un sistema di comunicazione online con il medico che permetteva di controllare la propria cartella clinica, di fissare appuntamenti, di richiedere ricette e anche di scambiare messaggi privati con il medico.

Il tutto con la garanzia della riservatezza e della sicurezza dei dati scambiati. «Dal sondaggio è emerso che il 56 per cento dei pazienti ha inviato una mail al medico nel corso dell'ultimo anno e il 46 per cento ha usato la posta elettronica come primo metodo per contattare il medico» spiega Reed.
«Le persone che dovevano sostenere spese maggiori per le visite di persona sono quelle che più di tutte hanno scelto le e-mail come primo metodo di comunicazione». Ma non è tutto. Utilizzare le mail ha premesso di ridurre i contatti telefonici medico-paziente nel 42 per cento dei casi e le visite mediche di persona in ambulatorio nel 36 per cento dei casi.

«Per un terzo circa degli intervistati l'utilizzo della posta elettronica ha inoltre portato miglioramenti alla salute» conclude l'autrice, convinta che le e-mail tra medico e paziente potrebbero cambiare il modo di portare le cure mediche alla popolazione e avere un impatto positivo su efficienza e qualità del sistema, oltre che sulle condizioni cliniche del paziente.


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