Un medico empatico rende tutti soddisfatti

30 marzo 2016
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Un medico empatico rende tutti soddisfatti



Un medico empatico rende tutti soddisfatti


L'empatia è la base sulla quale costruire la soddisfazione di un paziente. Lo spiegano sulle pagine della rivista Journal of hand surgery i ricercatori guidati da David Ring, del dipartimento di chirurgia ortopedica al Massachussetts General Hospital di Boston.

«In precedenti studi avevamo incontrato alcune difficoltà nel determinare i fattori che contribuiscono maggiormente a rendere un paziente soddisfatto della prestazione medica» affermano gli autori della ricerca presentata anche al Congresso annuale della American academy of orthopaedic surgery a Orlando in Florida e che ha coinvolto 122 persone di età media pari a 51 anni. Ai partecipanti è stato chiesto di dare un giudizio al rapporto personale con il chirurgo della mano che li stava seguendo e inoltre è stato chiesto loro di fornire informazioni socio-demografiche, completare un test per determinare le loro conoscenze mediche e di rispondere a domande inerenti il dolore, la funzionalità degli arti superiori e la depressione.

«Dall'analisi è emerso che il 65 per cento della soddisfazione del paziente è determinata dall'empatia del medico» dice Ring. «L'esperienza del paziente non è invece stata influenzata da altri fattori potenzialmente importanti come i tempi di attesa in ambulatorio o per ottenere la visita, la conoscenza della medicina».

Ma cos'è esattamente l'empatia?
Si tratta, come spiegano gli autori, della capacità di una persona (in questo caso il medico) di comprendere a fondo lo stato d'animo di chi ha di fronte (il paziente) e di "mettersi nei suoi panni". «Il fatto che il 65 per cento della soddisfazione dipenda dall'empatia ci fa pensare che proprio lavorare su questa dote rappresenta una grande opportunità per migliorare l'esperienza di chi si deve sottoporre a cure mediche» prosegue Ring sottolineando che la professionalità del medico e le sue capacità tecniche restano comunque fondamentali. «Alla luce di questi risultati, i medici dovrebbero cominciare a studiare e a mettere in pratica strategie di comunicazioni più empatiche e circondarsi di uno staff esperto e preparato sulla comunicazione personale» conclude l'autore.


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