Bimbi al mare o in montagna: divertimento in sicurezza

25 luglio 2016
Interviste

Bimbi al mare o in montagna: divertimento in sicurezza



Bimbi al mare o in montagna: divertimento in sicurezza


Finalmente le vacanze! Tolti dalle spalle gli zaini scolastici i bambini non vedono l'ora di godersi le giornate al mare o in montagna, ma perché questo divertimento resti tale e non sia rovinato da incidenti piccoli o grandi è opportuno prendere qualche precauzione. Lo spiegano in dettaglio gli esperti della Società Italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) in un comunicato stampa ufficiale e ce lo ha confermato Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps.

Partiamo dal sole. Quali sono gli accorgimenti da prendere per evitare che il sole si trasformi in nemico della salute dei bambini?
«Trascorrere tempo al sole e all'aria aperta fa bene ai piccoli, su questo non ci sono dubbi, ma dobbiamo sempre ricordare che la pelle dei bambini è particolarmente sensibile e delicata. La prima regola da seguire quindi è proteggerla con una crema solare adatta, con fattore di protezione molto alto, per esempio SPF 50 a schermo totale. La raccomandazione vale sia al mare che in montagna e mi preme sottolineare un paio di raccomandazioni alle quali spesso i genitori non prestano attenzione sufficiente:

- la crema di protezione deve essere applicata prima di uscire di casa, senza aspettare di essere arrivati in spiaggia o al rifugio di montagna, per evitare di esporre la pelle del bambino a inutili rischi.

- non è corretto pensare di dover proteggere solo le aree dove sono presenti nei o angiomi. In realtà i nei in un certo senso "si proteggono da soli" perché sono già molto pigmentati. È importante invece proteggere tutta la pelle anche le aree alle quali spesso non si pensa (dietro le orecchie, i piedi, eccetera)».

Oltre al sole ci sono altri fattori che potrebbero creare problemi ai più piccoli in spiaggia?
«In effetti anche la sabbia, ma solo in determinate condizioni, potrebbe essere un problema per la delicata pelle dei bambini. Con la sudorazione infatti alcune aree cutanee risultano macerate e giocando sulla spiaggia non è così raro andare incontro a infezioni vere e proprie che si manifestano con una serie di puntini sulla pelle simili a bruciature di sigaretta sul corpo. Queste infezioni, che in termini tecnici si chiamano piodermiti, non sono causate come spesso si pensa dall'acqua di mare sporca, ma dalla sabbia e si possono diffondere velocemente in tutto il corpo prima dell'inizio della terapia che si basa su antibiotici locali e anche orali. Ciò non significa che giocare sulla sabbia sia pericoloso e quindi da evitare: l'infezione dipende da molti fattori come le condizioni della pelle, la sudorazione, eccetera e in genere è sufficiente lavarsi bene prima di andare via dalla spiaggia per eliminare tutta la sabbia».

Che fare se la situazione è sfuggita di mano e il bimbo presenta scottature solari?
«L'ideale, come detto, è prevenire le scottature con le giuste protezioni ed evitando di esporre i bimbi al sole nelle ore più calde, ma se la scottatura c'è già si possono utilizzare creme idratanti e lenitive. Le creme al cortisone sono indicate nei casi più gravi, ma solo dopo la visita del medico che saprà anche valutare la necessità di una crema antibiotica se la scottatura ha anche una sovrainfezione batterica».

Quali sono le indicazioni degli esperti per quanto riguarda l'idratazione in estate?
«Per quanto riguarda l'idratazione i genitori devono sempre ricordarsi che i bambini hanno bisogno di bere e devono essere stimolati con un'offerta attiva e costante perché, presi come sono dal gioco o da altre attività, spesso rischiano di non sentire la sete. Cosa bere? Sempre e solo acqua naturale, senza aggiunte di alcun genere. L'acqua ha una vasta gamma di indicazioni benefiche per la salute oltre all'idratazione dell'organismo, non ultime la prevenzione dell'obesità o della stipsi, ed è importante che i piccoli si abituino a berla».

Sempre rimanendo in tema acqua, vale la regola di aspettare tre ore dopo il pasto prima del bagno?
«Per quanto riguarda invece il bagno in mare, se l'acqua non è particolarmente fredda e il pranzo non è stato troppo pesante non serve aspettare le fatidiche tre ore dopo il pasto prima di fare il bagno. Il problema del blocco della digestione si presenta quando si svolge in acqua un'attività molto intensa che può distogliere dalla digestione il flusso di sangue. In linea generale però i bimbi che entrano in acqua per giocare e per rinfrescarsi non hanno bisogno di attendere ore dopo un pasto».

Quali sono quindi le raccomandazioni da seguire a tavola?
«Innanzitutto non deve mai mancare il rispetto delle norme igieniche: lavarsi le mani è fondamentale per evitare di trasmettere agenti infettivi a volte anche pericolosi, specialmente quando si utilizzano servizi igienici, ci si scambiano giochi o ci si siede a tavola. In estate assiste a un calo fisiologico dell'appetito che non deve preoccupare in alcun modo i genitori poiché si lega soprattutto al caldo. È quindi buona regola, nella stagione estiva, prediligere pasti leggeri e facilmente digeribili, ricchi di frutta e verdura che rappresentano le fonti principali di vitamine, acqua e sali minerali».

Cristina Ferrario


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