Anche il cancro può essere prevenuto

29 gennaio 2010
Interviste

Anche il cancro può essere prevenuto



di Marco Malagutti

"Su 12 milioni di persone a cui ogni anno viene diagnosticato il cancro, circa il 20% dei casi può essere attribuito a infezioni batteriche e virali che causano direttamente o aumentano il rischio di contrarre questa malattia" lo afferma David Hill, presidente dell'Unione Internazionale Contro il Cancro in occasione della Giornata Mondiale contro la malattia, che l'associazione dedica quest'anno al rapporto tra infezioni e cancro. Un chiaro esempio in questa direzione è quello rappresentato dal carcinoma della cervice uterina di cui è responsabile il papilloma virus umano. Ma il cancro causato da infezioni virali o batteriche può essere prevenuto e nel caso dell'Hpv una strategia disponibile, oltre alla vaccinazione, è quella del test Hpv Dna, che ha appena ricevuto un'importante legittimazione da uno studio italiano condotto dal gruppo Ntcc (New Technologies for Cervical Cancer Screening) e pubblicato su Lancet Oncology. Il test è risultato significativamente più efficace nel prevenire il cancro cervicale invasivo rispetto al tradizionale Pap test. Per saperne di più sul rapporto tra virus Hpv e tumore della cervice uterina e sul test Hpv Dna, Dica33 ha intervistato Massimo Origoni, Cattedra di Ginecologia e Ostetricia dell'Università Vita Salute San Raffaele di Milano.


Professor Origoni, qual è la relazione tra il Papillomavirus e il tumore del collo dell'utero?
È una relazione molto importante, direi determinante, in quanto oggi possiamo affermare con certezza che "l'HPV è la causa necessaria per lo sviluppo del carcinoma della cervice uterina"; ovviamente non è l'unica determinante in gioco, ad esempio risulta essere fondamentale il ruolo del sistema immunitario, tuttavia è con altrettanta certezza che possiamo affermare che "senza HPV non c'è carcinoma". Il carcinoma della cervice uterina è provocato da alcuni tipi di Papillomavirus (HPV) definiti "ad alto rischio", i quali sono in grado, una volta entrati in rapporto con le cellule di rivestimento del collo dell'utero, di innescare meccanismi di trasformazione a livello nucleare che, inizialmente determinano la comparsa di displasie (lesioni pretumorali) e successivamente del tumore invasivo. È stato dimostrato, infatti, che queste alterazioni cellulari del collo dell'utero, se non trattate in tempo, possono evolvere in cancro. Il Papillomavirus, quindi, è stato riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come la vera causa del tumore del collo dell'utero.

Come si scopre di avere contratto il Papillomavirus (HPV)?
L'infezione da Papillomavirus è asintomatica nella maggior parte dei casi e solitamente, in un'alta percentuale di casi, si risolve in modo spontaneo senza lasciare traccia. Tuttavia, anche quando il virus non viene eliminato e provoca alterazioni significative delle cellule cervicali, molto spesso non si verificano sintomi manifesti. La presenza del Papillomavirus nel tratto genitale femminile, in assenza di indicazioni precise, è quasi sempre un riscontro occasionale, ad esempio nel corso dello screening eseguito con il Pap test che, peraltro ne indica solamente il sospetto diagnostico. La vera diagnosi di infezione da HPV può essere fatta solo con tecniche biomolecolari, quali il test HPV DNA, che è disponibile da alcuni anni anche in Italia. Questo test, basato sulla tecnologia di identificazione del DNA del virus, permette di individuare la presenza dei 13 tipi di Papillomavirus "ad alto rischio".

Perché è importante una diagnosi precoce dell'infezione da HPV?
Sapere che l'HPV è presente nelle cellule della cervice uterina di una paziente, e ancora di più sapere che sono presenti ceppi virali "ad alto rischio", permette al ginecologo di intraprendere un percorso diagnostico mirato, nell'ottica di individuare se l'infezione ha già determinato o meno la trasformazione delle cellule infettate; qualora queste iniziali trasformazioni vengano individuate, è possibile intervenire in maniera specifica e molto tempestiva, interrompendo la storia naturale della malattia da HPV, evitando così lo sviluppo del tumore. Poiché non esistono terapie specifiche per il Papillomavirus, come peraltro avviene per tutti i virus, il concetto di diagnosi precoce è di fondamentale importanza, perché permette di realizzare in modo efficace una concreta prevenzione secondaria. In quest'ottica il test HPV DNA entra a pieno titolo e colma una serie di carenze diagnostiche tuttora evidenziabili con le tradizionali metodologie diagnostiche in uso. E' importante sottolineare che l'eventuale positività del test HPV DNA "non significa avere un tumore" , bensì significa poter disporre tempestivamente di tutti gli strumenti idonei per evitare che il tumore si sviluppi.


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