Fitoterapici sicuri se controllati

26 febbraio 2010
Interviste

Fitoterapici sicuri se controllati



di Simona Zazzetta

Il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità promuove una campagna per creare consapevolezza sui rischi potenzialmente associati all'utilizzo di prodotti, come piante medicinali, integratori alimentari, preparati omeopatici che, in quanto naturali, sono considerati sicuri e innocui e spesso vengono assunti come forma di automedicazione, senza consultare il medico o il farmacista. Per chiarire alcuni aspetti sulla sicurezza dei prodotti naturali e in particolare dei fitoterapici, Dica33 ha incontrato Fabio Firenzioli, direttore del Centro clinicodi medicina naturale della Asl 11 di Empoli.

Che cosa sono i fitoterapici?
Dal punto di vista normativo e per il Servizio sanitario nazionale i fitoterapici sono medicinali di origine vegetale che contengono estratti di piante. Vengono riconosciuti in due categorie. Alcuni sono farmaci, al pari di quelli di sintesi e vengono prescritti come tali. Poi ci sono i preparati galenici, cioè preparati dal farmacista che a loro volta si distinguono in magistrali e in officinali. I primi sono preparati dal farmacista su richiesta per un paziente sulla base di una prescrizione del medico che ne definisce le caratteristiche e la composizione. I preparati galenici officinali sono invece preparati a priori dal farmacista secondo le indicazioni della farmacopea e messi a disposizione di tutti i clienti che li richiedono. Altra cosa sono le piante e gli estratti presenti in integratori alimentari, prodotti di erboristeria o fatti in casa, le cui caratteristiche relative alla qualità e alla sicurezza sono diverse e non regolamentate come per i fitoterapici.

Quanto sono sicuri questi prodotti?
Oggettivamente, se usati in modo corretto secondo le indicazioni cliniche e la prescrizione del medico, i fitoterapici sono efficaci e sicuri, in virtù del fatto che il medico conosce gli effetti avversi e le interazioni e quindi le può gestire. Il problema sorge quando l'uso segue forme di automedicazione non controllate. L'automedicazione anche con questi prodotti è molto diffusa, esiste una tradizione erboristica, si ricorre ai consigli su internet e sui media ed è diffusa l'abitudine a togliere o aggiungere a ciò che già si sta assumendo come terapia. Sono queste le variabili che fanno aumentare il livello di rischio con i prodotti naturali non controllati.

Esiste un sistema di controllo e vigilanza su questi prodotti?
Il fenomeno delle reazioni avverse, i casi di intossicazione, le adulterazioni, l'aggiunta di farmaci o erbe nei prodotti che non sono medicinali, è ben noto e dal 2002 esiste un sistema codificato di fitosorveglianza dell'Istituto superiore di sanità che, con un percorso del tutto simile a quello dei farmaci, riceve le segnalazioni di sospette reazioni avverse a prodotti naturali, anche comprati in erboristeria. Il processo di analisi è più complesso perché spesso i prodotti hanno una composizione non sempre bene espressa in etichetta e contengono sostanze di varia natura (erbe, vitamine, omeopatici a diverse diluizioni).

Quali sono le segnalazioni e da dove provengono?
Attualmente ci sono 430 segnalazioni, in media 60 all'anno e il 50% proviene dai medici ospedalieri, che registrano, quindi, i casi più gravi che richiedono il ricovero o il Pronto soccorso. I casi più lievi avvengono nell'ambito dell'automedicazione e in genere tendono a risolversi da sé e non avviene la segnalazione. Le segnalazioni più gravi segnalati sono stati epatiti e allergie. In un caso di epatite per esempio, l'aggiunta, senza consulto del medico, di integratori, che ha interagito con una terapia per l'asma ha portato al coma epatico e al decesso del paziente.

Che cosa succede in seguito a una segnalazione al sistema di fitosorveglianza?
È bene conservare il prodotto che ha provocato l'evento avverso segnalato in modo da permetterne l'analisi. Se dall'esame emerge che nel prodotto ci sono sostanze che non dovrebbero esserci o in quantità non consentite, o addirittura vietate l'Iss invia una comunicazione al ministero della Salute che prende provvedimenti che vanno dalla variazione nelle etichette fino al sequestro dei prodotti da parte dei NAS e alla dichiarazione di illegalità del composto. Se sono presenti anche molecole di sintesi il processo coinvolge anche l'Aifa.


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