Tumore gastrico, un pericoloso sconosciuto

08 marzo 2010
Focus

Tumore gastrico, un pericoloso sconosciuto



di Simona Zazzetta

Per quanto il tumore dello stomaco rappresenti la quarta causa di morte per tumore in Italia, sono molti i cittadini poco informati su questa patologia e sui suoi fattori di rischio. Il dato emerge da un sondaggio realizzato dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) su un campione rappresentativo di 600 persone. Il campione intervistato su alcune abitudini alimentari ha dato risposte che in una percentuale discreta si discostano dagli stili di vita salutari e preventivi, tra le altre anche di questa patologia.


Il 9% ha dichiarato di mangiare insaccati o carne rossa grigliata tutti i giorni e il 56% tre o quattro volte alla settimana, solo il 10% consuma frutta e verdura quattro o cinque volte al giorno, ma il 70% non pensa di avere un comportamento a rischio. Da questi dati, gli esperti dell'Aiom che hanno presentato i risultati, sostengono che ci sia un vero e proprio vuoto di informazione sui fattori di rischio di questa neoplasia: «È proprio un'alimentazione ricca di carni rosse, cotte prevalentemente alla brace e povera di alimenti di origine vegetale, oltre al tabagismo e alla presenza di Helicobacter Pilori, che rappresenta un fattore di rischio specifico» ha commentato Carmine Pinto, consigliere dell'Aiom. Tuttavia, solo il 42% ha collocato l'alimentazione scorretta e la sedentarietà tra le potenziali cause e solo una piccola percentuale (16-19%) considera il fumo di sigaretta e H. pilori fattori di rischio importanti, mentre è diffusa (49%) la percezione che l'inquinamento sia tra questi. Il quadro, probabilmente, rispecchia anche il fatto che l'84% degli intervistati non aveva mai letto nulla sull'argomento. Anche le informazioni sulla sua diffusione sono scorrette dal momento che il 56% lo considera raro, quando, invece, in Italia nel 2008 sono state registrate 12.600 nuove diagnosi e 11.200 decessi. Un dato epidemiologico di cui gli esperti cercano tuttora una spiegazione riguarda un'area geografica nel territorio italiano circoscritto tra Toscana, Umbria e Emilia Romagna: «In questa zona l'incidenza è simile a quella del Giappone, che è la più alta nel mondo, e a fronte delle ricerche condotte finora, su stili di vita, alimentazione, contaminanti ambientali, l'ipotesi è che ci siano fattori genetici alla base». La familiarità è infatti tra i fattori di rischio, con una maggiore incidenza tra gli uomini in età avanzata, anche se sono in aumento nelle fasce più giovani le forme che interessano la zona alta dello stomaco a livello della giunzione gastroesofagea. «Uno degli aspetti critici di questa neoplasia è che viene diagnosticata in uno stadio avanzato in cui è difficile giungere a una guarigione anche con intervento chirurgico» spiega Pinto. «La comparsa frequente e continua di dispepsia, bruciori, ricorso continuo a farmaci antiacidi per controllare i sintomi provocati dall'acidità devono essere riconosciuti come un segnale importante da riportare al proprio medico che valuterà l'opportunità di ricorrere a una gastroscopia, anche per escludere contestualmente un'infezione da H. pilori» continua Pinto. In particolare «l'uso ripetuto di farmaci antiacidi espone al rischio di spegnere dei sintomi importanti per arrivare a una diagnosi precoce» conclude l'esperto.


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