Volare con il cuore in gola

12 marzo 2010
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Volare con il cuore in gola



Il viaggio aereo può aumentare il rischio di aritmia, cioè di battiti cardiaci irregolari, nelle persone anziane che già soffrono di malattie cardiache. «Le persone spesso non si rendono conto che volare significa trovarsi a 2000-2500 metri sopra il livello del mare, quota che può essere stressante per il cuore, soprattutto se vecchio e malato» avverte Eileen McNeely, della Harvard School di Boston (Stati Uniti) che ha condotto uno studio sul tema, presentato alla conferenza annuale dell'American Heart Association. «Le principali cause di intervento medico durante un volo riguardano persone con vertigini, spossatezza, sensazione di svenire, tutti sintomi che sono associati a situazioni di alta quota e irregolarità nel battito cardiaco. Volare ad altitudini elevate non ha nessuna conseguenza su persone giovani e sane, ma il numero di anziani e di soggetti debilitati che prendono un aereo è oggi molto frequente, mentre gli standard di volo si basano su test di sicurezza effettuati negli Anni 50, quando i viaggiatori erano molti meno». Si è già osservato che volare ha un effetto fisiologico sull'organismo, soprattutto sulla circolazione, aumentando il rischio di trombosi ed embolia polmonare, per cui i ricercatori consigliano alle persone anziane con problemi di cuore di chiedere consiglio al proprio medico prima di prendere un aereo.

American Heart Association's Cardiovascular Disease Epidemiology and Prevention annual conference, San Francisco


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