Meno morti col defibrillatore portatile

24 marzo 2010
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Meno morti col defibrillatore portatile



La disponibilità di defibrillatori portatili in scuole, luoghi di lavoro e altri luoghi pubblici incrementa il numero di persone che sopravvivono a un arresto cardiaco. L'utilità di avere a disposizione i cosiddetti defibrillatori automatici per uso esterno, cioè portatili, è abbastanza ovvia, ma fino a oggi non era stata confermata da dati scientifici. Ora uno studio condotto all'Università di Kyoto, in Giappone, e pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine, ha determinato con esattezza l'utilità dell'intervento tempestivo per ristabilire grazie al defibrillatore il normale ritmo cardiaco. Lo studio ha analizzato le informazioni relative a oltre trecentomila persone colpite da arresto cardiaco al di fuori di un ospedale. Tra coloro che hanno subìto un attacco senza poter essere soccorse con un defibrillatore, la sopravvivenza dopo un mese è stata del 14 per cento, mentre tra quelli che hanno ricevuto assistenza anche con l'utilizzo di un defibrillatore la sopravvivenza è stata del 32 per cento. «Il nostro studio si è svolto in Giappone, e considerando che in Europa l'incidenza di attacchi cardiaci improvvisi è più elevata, l'accesso di defibrillatori portatili nei luoghi pubblici dei paesi europei potrebbe essere ancora più efficace» commenta Tetsuhisa Kitamura, autore dello studio.

The New England Journal of Medicine, March 18, 2010


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