Farmaci: occhio agli acquisti sul web

01 aprile 2010
Focus

Farmaci: occhio agli acquisti sul web



Canali non ufficiali di vendita dei farmaci possono costituire un punto di accesso ai medicinali contraffatti, ecco perché l'acquisto di medicine attraverso fonti non autorizzate, che in Italia interessa due persone su cinque, può rivelarsi un comportamento dannoso per la salute. Questo l'allarme lanciato dalla ricerca "Cracking Counterfeit", condotta da Nunwood per conto di Pfizer in quattordici paesi europei per portare alla luce e quantificare il fenomeno della contraffazione in campo farmaceutico. Un mercato che nel nostro paese vale oltre tre miliardi di euro l'anno, un terzo del giro d'affari realizzato in tutta Europa (10,5 miliardi di euro). In Italia, infatti, secondo l'analisi, che ha coinvolto 14mila cittadini, si colloca al secondo posto dopo la Germania per acquisto di medicinali da fonti illecite, con il 37% della popolazione interessata, contro il 10% e 12% di Olanda e Gran Bretagna. Il fenomeno riguarda anche i farmaci con obbligo di prescrizione: oltre un terzo degli italiani intervistati li acquista abitualmente al di fuori dei canali ufficiali, superando di fatto la media europea, pari a oltre un quinto dei cittadini (per un totale di circa 77 milioni di individui). D'altra parte un italiano su cinque afferma di non sapere che procurarsi medicine senza aver consultato un medico e senza esibire la ricetta è una pratica che può mettere a rischio la propria salute.


Tra i farmaci acquistati irregolarmente ci sono principalmente anti-influenzali e antidolorifici, oltre a medicinali per perdere peso, per la disfunzione erettile o per smettere di fumare, mentre tra i canali utilizzati c'è soprattutto Internet. Tra coloro che si procurano medicinali con obbligo di prescrizione fuori canale, uno su sei ammette di utilizzare il web: per il 27% degli intervistati del Belpaese è uno strumento più pratico nel reperimento delle medicine, mentre secondo il 21% rappresenta un modo per risparmiare. In generale, l'11,8% degli intervistati di tutta Europa non si preoccupa dell'autenticità dei farmaci online, anche se si stima che tra il 50 e il 90% siano falsi. Basti considerare che il numero di medicinali contraffatti requisito è in continuo aumento: da 560.598 articoli del 2005 si è passati nel 2007 a 4.081.056. «Come si vede c'è bisogno di maggiore consapevolezza e sensibilizzazione pubblica» ha affermato David Gillen, direttore medico di Pfizer. «Chi acquista farmaci attraverso fonti non lecite si espone ai pericoli insiti nei medicinali contraffatti e contribuisce inconsapevolmente a un mercato criminale». E proprio per informare il cittadino sulla contraffazione in campo farmaceutico e sui rischi per la salute è stato lanciato a inizio anno il sito www.impactitalia.gov.it, realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità nell'ambito della campagna di comunicazione "Farmaci contraffatti: evitarli è facile", promossa dal ministero della Salute, in collaborazione con l'Agenzia italiana del farmaco e i Carabinieri. Il sito, oltre a fornire una guida sul tema, mette a disposizione dei cittadini un'area per segnalare i casi di contraffazione con i quali l'utente possa essere entrato in contatto e una sezione per porre quesiti sul problema.


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