Come sta il mondo?

09 giugno 2010
Focus

Come sta il mondo?



Denutrizione in calo tra i bambini, infezioni da Aids in arretramento, contraccezione in crescita nei paesi in via di sviluppo. Sono alcuni dei progressi registrati da World health statistics 2010, il rapporto dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che fotografa le condizioni di salute in cui vivono le popolazioni del pianeta. Non è statistica fine a se stessa, perché l'intento è quello di misurare la distanza che manca al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo fissati dieci anni fa dalla Dichiarazione del Millennio, con la quale i paesi delle Nazioni Unite si impegnavano a dimezzare entro il 2015 i principali indici di arretratezza nel mondo, dalla fame all'accesso alle risorse idriche e ai farmaci. Ecco i principali dati emersi.

La mortalità infantile, tra il 1990 e il 2008 è scesa di circa il 30%, da 12,4 a 8,8 milioni. Negli ultimi dieci anni si sono registrati progressi incoraggianti, che indicano un'accelerazione nel tasso di declino in tutto il globo, anche se rimangono ancora evidenti disuguaglianze. Per ridurre la mortalità infantile è particolarmente importante intervenire sulla mortalità neonatale: circa il 40% dei decessi sotto i cinque anni avviene infatti nel primo mese di vita, e perlopiù nella prima settimana. Per quel che riguarda la mortalità materna i dati 2005 riferiscono che ogni anno circa mezzo milione di donne muore per complicazioni legate alla gravidanza o al parto. Il rischio più alto si registra in Africa, dove i decessi ammontano a circa 900 ogni 100 mila nati vivi. Per ridurre tale indice è importante garantire maggiore accessibilità ai servizi di pianificazione familiare e migliori cure durante gravidanza, parto e periodo post-parto.

Nel 2008 le nuove infezioni da Hiv sono state circa 2,7 milioni, con un calo di 16 punti percentuali rispetto al 2000. La disponibilità di trattamenti e cure per questa malattia è in continua espansione e nel 2008 circa 628 mila mamme sieropositive hanno usufruito di terapie antiretrovirali che hanno evitato la trasmissione dell'infezione ai loro bambini. Le disparità tra le varie Regioni nell'accesso alla prevenzione, al trattamento e alla cura rimangono tuttavia molto ampie. Il numero di persone che ha accesso all'acqua potabile è aumentata di dieci punti tra il 1990 e il 2008, dal 77 all'87%. Il tasso di crescita è perfettamente in linea con gli obiettivi della Dichiarazione Onu, ma esistono ancora diverse regioni del globo ben al di sotto di tale media, con forti rischi di esposizione a malattie come l'epatite e il colera. La situazione è particolarmente grave in Africa e in Asia sud-orientale. Quanto all'accesso alle cure in alcune aree del mondo la disponibilità di farmaci erogati dalle autorità pubblica è talmente ridotta da costringere i pazienti ad acquistarli sul mercato privato, con costi mediamente superiori del 630%. Nel 2004, infine, i Paesi in via di sviluppo lamentavano circa 33 milioni di decessi per malattie croniche e incidenti. L'attesa è che questo numero cresca ancora negli anni a venire. Occorrono maggiori interventi sui fattori di rischio come il fumo, le diete poco equilibrate, l'inattività fisica e l'alcol.


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