Latte materno giovane meno contaminato

24 giugno 2010
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Latte materno giovane meno contaminato



Esiste una variabilità nella qualità del latte materno che dipende dall'età della gravidanza: in età avanzata e quindi dopo un'esposizione più lunga ai contaminanti ambientali, il latte risulta più "inquinato". L'analisi che ha portato a questa conclusione è stata condotta dalla Facoltà di agraria della sede di Piacenza dell'Università Cattolica, che ha esaminato il latte materno di 63 donne di Milano, Piacenza e Giugliano, alle porte di Napoli, nel periodo 2008-2009. Emerge in modo netto che il latte delle mamme giovani, quelle con un'età compresa tra 20 e 30 anni, presenta livelli di contaminazione più bassi rispetto a quello delle over 30, indipendentemente dallo stile di vita. «In generale - evidenziano i ricercatori - i contaminanti persistenti sono legati al cibo che contiene grasso, come pesce o carne, e a prodotti di origine animale. Ciò non vuol dire che dobbiamo eliminare questi alimenti dalla nostra dieta, anzi il corpo va preparato per accogliere il bimbo». I dati raccolti, tuttavia, sono incoraggianti rispetto al passato. Innanzitutto, un livello più basso di diossine: dagli anni '90 a oggi ha registrato un calo dal 60%, e fino al 90% se si guarda agli anni '80. Ma anche una minore presenza di PCB, agenti tossici e contaminanti, che, nello stesso arco di tempo, è scesa del 20%. I ricercatori rassicurano che il dato «non deve allarmare: le diossine presenti nel latte materno sono naturalizzate nel corpo umano. Basti pensare che le misure ottenute analiticamente sono molto più piccole di una mezza goccia di acqua in una piscina olimpionica e sono molto inferiori ai limiti stabiliti dalla legge per i prodotti alimentari».


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