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Domanda di: Mente e cervello

31/01/2005 17:10:29

Paura di non amarlo più. Solidarietà...

Quando si decide di troncare con qualcuno (nel mio caso..) non è la fine della rapporto in se stesso che ti fa star male ma si aggrava ulteriormente quando con esso finisce anche il tuo mondo.costruito a fatica mattone su mattone ...
E'' difficile -- ma qualche volta capita -- che proprio grazie ad un rapporto particolare tra due persone, e tramite il cammino di conoscenza ,si finisce ad essere finialmente se stessi.Lo so che la domanda "chi sono Io? " può essere una domanda senza senso, poichè, a mio parere, "Io sono ciò che "Io percepisco" e se non mi comprendo, vuol dire che ho una carenza di qualcosa.
E capita appunto di incontrare nella vita una persona, la quale ti aiuta ad avere una visione d'assieme oggettiva di ciò che si è o di ciò che percepisci e se la fine di una così speciale relazione ti porta anche a troncare questo iter cognitivo, rimane un vuoto enorme. Non fai più parte di quel mondo così caro e tanto necessario come l'aria che che si respira. Lo sbandamento è inevitabile, e indipendemente da chi si conoscerà in futuro mai demandare ad altri un aiuto per definirti come individuo...Il processo di comprensione di se stessi dovrebbe avvenire sempre e comunque al di fuori da ogni tipo di relazione.e questo ho to ho imparato sulla mia pelle...
In effetti come spiega la do.ssa Balbo se mi fossi chiesta cosa avrei fatto del mio futuro anzicchè "chi sono io"mi sarebbe stato più facile superare il tutto, poichè la ripresa nel farne parte a fatica poi avviene...

Maurizia


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Risposte:


Risposta del03/02/2005

Nel libro de I Ching è scritto: Se nel tuo cammino restò non raggiunta la Porta d'Oro, perché vuoi dire: Errore la mia vita? .
Gli altri sono inevitabili porte che ci aiutano a comprendere la nostra natura.
Ma creda che nulla accade se non per mezzo della volontà personale.
Se lei possiede questa volontà di progressione, andrà direttamente verso la prossima esperienza importante. Le parrà di fermarsi, ma non è così.
A volte si comincia da un'esperienza, a volte da un'altra. L'importante è riservarsi la possibilità di farne una sintesi e di definire la prossima meta.
Riprendendo il cammino, sarà più forte.
Un caro saluto.

Dott.ssa Giulia Maria D'Ambrosio
Specialista in Neuropsichiatria infantile
Specialista in Scienza dell'alimentazione
Specialista attività privata
MILANO (MI)


Risposta del03/02/2005

Le virgolette hanno tolto la frase, la riscrivo.
Se nel tuo cammino restò non raggiunta la Porta d'Oro, perché dire: "Errore la mia vita"?

Dott.ssa Giulia Maria D'Ambrosio
Specialista in Neuropsichiatria infantile
Specialista in Scienza dell'alimentazione
Specialista attività privata
MILANO (MI)


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