Scovare il melanoma è una questione di coppia

03 agosto 2016

Scovare il melanoma è una questione di coppia



Scovare il melanoma è una questione di coppia


Può sembrare strano, ma il partner può rappresentare un aiuto prezioso anche nella prevenzione e nell'identificazione dei melanomi, tumori della pelle difficili da curare se diagnosticati in ritardo. È quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Jama dermatology da un gruppo di ricercatori d'oltre oceano guidati da June Robinson, dermatologa alla Northwestern University di Chicago che ha valutato quanto l'aiuto del partner possa aiutare i pazienti che hanno già avuto un melanoma a scoprire in anticipo un secondo tumore.

«Le persone che già hanno avuto a che fare con questo tumore della pelle hanno un rischio più elevato rispetto alla popolazione generale di svilupparne un altro» spiega l'esperta, ricordando che il melanoma può crescere in profondità nella pelle da 0,12 a 0,5 mm ogni mese. «Facendo un semplice calcolo si comprende che nell'intervallo di un anno tra una visita dermatologica e l'altra la malattia può crescere parecchio e diventare davvero pericolosa per la vita» aggiunge Robinson, sottolineando l'importanza del controllo periodico della pelle, soprattutto in chi ha già lottato contro il melanoma.

E per valutare l'effetto del coinvolgimento del partner nell'identificazione precoce di nuovi melanomi, i ricercatori statunitensi hanno incluso nella loro ricerca 494 pazienti con precedente diagnosi di melanoma e i loro partner e li hanno suddivisi in due gruppi. «Un gruppo ha seguito un programma di training nel quale veniva spiegato a paziente e partner come riconoscere un cambiamento sospetto e cosa fare in caso se ne identificasse uno, mentre l'altro gruppo non ha ricevuto questo training specifico» precisa la dermatologa.

E a conti fatti al termine dei due anni dello studio è emerso che le coppie "addestrate" a riconoscere un cambiamento dermatologico sospetto erano riuscite a fare diagnosi precoce, a differenza di quelle del gruppo di controllo. «Si tratta di un approccio brillante al problema» commenta Doris Day, dermatologa del Lennox Hill Hospital di New York. «Il coinvolgimento del partner è molto importante anche perché questo lavoro di coppia incoraggia in pazienti a controllare la pelle e crea un rapporto più stretto tra i partner» conclude Day.



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