Polmonite

12 settembre 2016

Polmonite



La polmonite è una malattia infiammatoria del parenchima polmonare, di origine infettiva. Si instaura polmonite quando gli agenti patogeni raggiungono gli alveoli polmonari. Nella maggioranza dei casi ciò avviene per inalazione, ma nei pazienti con endocardite batterica i patogeni raggiungono il polmone attraverso la circolazione sanguigna.

Cause

I microrganismi che possono causare polmonite sono molti: Streptococcus pneumoniae (pneumococco), Haemophilus influenzae, Staphylococcus aureus, e poi i gram negativi come Klebsiella pneumoniae e Pseudomonas aeruginosa.
Tutti questi patogeni si trovano nell'ambiente e aggrediscono in presenza di condizioni predisponenti quali il mancato riflesso della tosse, una clearance mucociliare (sistema protettivo delle alte vie aeree) poco efficiente, alterazioni fisiochimiche del secreto bronchiale, immunodepressione generale. Vi sono anche fattori che compromettono le naturali difese degli alveoli come il fumo di sigaretta, l'inquinamento atmosferico, il diabete.

Sintomi

Febbre, tachicardia, artralgia, sudorazione, tosse magari produttiva, dispnea da non poter parlare, dolore toracico, nausea, vomito diarrea, astenia, cefalea.

Diagnosi

In presenza di segni e sintomi compatibili, la polmonite si conferma con l'esecuzione di una radiografia al torace che evidenzia una o più opacità, inoltre registra la gravità dell'infezione perché permette di vedere l'estensione del processo infiammatorio, eventuali cavitazioni e coinvolgimento multilobare.

Cure

La polmonite si cura con antibiotici per via sistemica: la scelta del singolo principio attivo e della dose dipende molto dal livello di gravità raggiunto dall'infezione. Per le cure domiciliari si impiegano in prima istanza i betalattamici, come amoxicillina, che sono attivi sull'agente più diffuso che è lo Streptococcus pneumoniae, per poi passare, in caso di insuccesso ai macrolidi come eritromicina, azitromicina, claritromicina. Quando il paziente viene ricoverato in ospedale invece la terapia d'attacco prevede un fluorochinolone, come levofloxacina o moxifloxacina, per passare poi eventulamente all'associazione macrolide + betalattamico.

Fonte: Rugarli. Medicina Interna sistematica. Sesta edizione - 2010 Elsevier


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