Certificati on line, al via tra luci e ombre

03 febbraio 2011
Focus

Certificati on line, al via tra luci e ombre





di Marco Malagutti

Il 1 febbraio è entrato nel vivo il nuovo sistema di certificazione online, con l'avvio anche delle sanzioni, in caso i medici continuino a usare il vecchio metodo cartaceo. E proprio le sanzioni hanno innescato le proteste dei medici, visto che, come più volte denunciato in questi giorni il sistema non è pienamente funzionante. Anzi. Ma nonostante gli inconvenienti tecnici il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ribadisce che il sistema «è a regime» e si dice soddisfatto per la collaborazione dei medici di famiglia, che in 15 regioni sono già tutti abilitati per l'accesso. «Una "fatichetta" in più per i medici» spiega Brunetta, «utile non solo per i cittadini ma anche per il controllo dell'assenteismo nelle aziende private perché fornisce «dati dettagliati e particolareggiati su un fenomeno che, come dimostra la vicenda Fiat, tende ad assumere centralità nel quadro delle nuove politiche di aumento della produttività». Ma in che cosa consiste la "fatichetta" in più?

I medici o le strutture sanitarie pubbliche possono predisporre e inviare per via telematica all'Inps i certificati e gli attestati di malattia dei lavoratori del settore privato e del settore pubblico e, per tramite dell'Inps, ai datori di lavoro, così come possono rettificare o annullare i certificati già inviati. L'Inps mette a disposizione dei cittadini e dei datori di lavoro gli attestati di malattia pervenuti, sia attraverso l'accesso diretto ai propri sistemi, previa registrazione, sia tramite trasmissione automatica via e-mail. È anche previsto un servizio di trasmissione al lavoratore, tramite Sms, dei dati essenziali dell'attestato di malattia (protocollo, data del rilascio, durata della prognosi, nome e cognome del lavoratore, nome e cognome del medico). Quindi, i dipendenti pubblici e privati non dovranno più consegnare il certificato al datore di lavoro, o inviarlo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno entro due giorni lavorativi, perché il datore di lavoro lo potrà consultare nelle banche dati Inps. Questo almeno sulla carta, perché se i medici lamentano ancora parecchi problemi da risolvere, anche le aziende, dal canto loro, nella maggior parte dei casi non sembrano ancora pronte alla nuova procedura. «In effetti» ammette il presidente dell'Inps, Antonio Mastropasqua, «sono ancora poche le aziende che si sono attivate per ricevere le credenziali di accesso alla documentazione on line». Gli unici contenti, almeno stando a quello che riferiscono i medici, sembrano i cittadini, che hanno accolto con favore la novità.

Da Nord a Sud, secondo i medici di medicina generale, i pazienti si sono adeguati facilmente, in questo primo anno di sperimentazione, al certificato digitale, che permette loro di risparmiare tempo, e pure qualche euro, visto che non è più necessario mandare il documento che attesta la malattia per raccomandata. Certo, spiega Fiorenzo Corti, della Fimmg lombarda, «quando il sistema non funziona, e capita spesso, si mettono a ridere, e si rassegnano a prendere il certificato di carta». E la scena si ripete, da Milano a Palermo, negli studi dei medici di base, ormai abbastanza attrezzati «e pronti anche al Sud» dice Paolo Giarrusso, medico di medicina generale siciliano. È però «la piattaforma a non essere ancora a regime», con il call center, che dovrebbe supplire a defaillance del sistema web, che «spesso non funziona», in particolare il lunedì, quando si accumulano anche le malattie del weekend. Non si può stare «dei quarti d'ora al telefono con call center "in attesa per non perdere la precedenza acquisita"» gli fa eco Corti. Anche perché «il malato, in genere, sta male e se ne vorrebbe tornare a casa» e «chi aspetta fuori, giustamente, si spazientisce».


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