Tumori, Oms lancia allarme su stili di vita

07 febbraio 2011
Focus

Tumori, Oms lancia allarme su stili di vita





In dieci anni, tra il 2005 e il 2015, il cancro sarà causa di morte per circa 84 milioni di persone se non si interviene con politiche sanitarie di prevenzione, e i decessi aumenteranno dell'80% entro il 2030, con un'incidenza maggiore tra la popolazione dei Paesi a basso e medio reddito. Sono queste le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità fatte in occasione del World cancer day 2011 che si è celebrato il 4 febbraio scorso per sollecitare l'attenzione della popolazione sul tema del cancro.

In particolare, l'Oms ha voluto sottolineare il legame tra gli stili di vita salutari e l'insorgenza dei tumori, un aspetto a cui gli esperti dedicano un'attenzione sempre maggiore. È, infatti, ormai sempre più chiaro che parte dei tumori più comune, un terzo per l'esattezza, può essere prevenuta, combinando dieta sana e attività fisica regolare e modificando gli stili di vita legati al fumo, al consumo di alcolici, all'esposizione al sole e alla cura delle infezioni responsabili di alcuni tipi di tumore. In particolare, sull'attività motoria, le nuove raccomandazioni dell'Oms suggeriscono a tutte le persone adulte, vale a dire dai 18 anni in su, di svolgere nell'arco della settimana almeno 150 minuti di esercizio fisico aerobico di moderata intensità. Questo permette di ridurre il rischio di molte patologie non solo oncologiche, come tumore al seno e al colon, ma anche diabete e patologie cardiache. Queste indicazioni interessano anche le fasce più giovani, tra 5 e 17: a quest'età i ragazzi dovrebbero fare almeno un'ora di attività da moderata a intensa per proteggere la loro salute e ridurre il rischio di queste malattie. Ma gli strumenti per fare prevenzione sono anche altri e in occasione del World cancer day è stata rilanciata la Dichiarazione mondiale sul cancro (che può essere sottoscritta sul sito www.uicc.org), in cui sono contenuti gli obiettivi da realizzare entro il 2020 per rallentare la crescita dei decessi e invertirne la tendenza. Gli obiettivi comprendono l'estensione di programmi di vaccinazione universale per le popolazioni che risiedono in aree interessate dal contagio da Papillomavirus e da virus dell'epatite B, l'allargamento dei programmi di screening e l'aumento degli investimenti nella ricerca oncologica indipendente, sperimentale e applicata.


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