Disturbo ossessivo-compulsivo dietro fobie e paure

28 marzo 2011
Focus

Disturbo ossessivo-compulsivo dietro fobie e paure



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Manie, ossessioni, gesti ripetitivi e compulsivi sono spesso mal interpretati e difficilmente riconducibili ad una patologia specifica. Eppure dietro questo ventaglio di comportamenti può nascondersi il disturbo ossessivo-compulsivo (Doc) che solitamente compare tra i 6 e i 15 anni nei maschi e tra i 20 e i 29 anni nelle donne. Per poterlo affrontare e curare è importante riconoscerne i segni anche perchè «Se trascurato tende a cronicizzare e ad aggravarsi progressivamente» afferma Laura Bellodi, direttore del centro disturbi d'ansia e ossessivo compulsivi del San Raffaele di Milano.

«Il Doc è un disturbo che coinvolge la persona in modo progressivo» chiarisce Filippo Bogetto, professore di psichiatria all'Università degli Studi di Torino. «Coloro che ne soffrono applicano dei rigidi schemi alla vita quotidiana» prosegue l'esperto «detestando o addirittura ignorando le novità e gli eventuali fuori programma. Nel paziente Doc è molto comune la repressione assoluta delle emozioni, vissute come qualcosa di incontrollabile che necessita di essere tenuto a bada. Dubbi e incertezze costanti sono la controparte di questa ricerca di controllo e l'impulso alla massima chiarezza e completezza pregiudica la comunicazione, facendo apparire il paziente confusivo per sé e per gli altri». Le ossessioni si manifestano con paure di vario genere: di germi, virus e batteri, di sbagliare o di comportarsi in modo socialmente inaccettabile, di causare danni ad altre persone. Si può evidenziare anche un bisogno eccessivo di ordine e simmetria, preoccupazioni religiose e sessuali, ma anche comportamenti o azioni ripetitivi come la pulizia e il lavaggio continui, il controllo, l'organizzazione degli oggetti per colore o dimensione, la collezione o l'accumulo, il contare numeri o ripetere parole e frasi senza motivo o senso, fino a gesti più lesivi verso il soggetto stesso come strapparsi peli e capelli (tricotillomania) o tormentarsi e incidersi la pelle. Possono inoltre ricorrere altre patologie direttamente correlate, come i disturbi alimentari tra cui anoressia nervosa, bulimia nervosa e binge eating disorder (disturbo da alimentazione compulsiva e incontrollata), in quanto chi ne è affetto tende ad avere un rapporto ossessivo con il cibo, il peso e le misure del corpo.

Alla base del Doc c'è un'alterazione neurobiologica, come spiega Stefano Pallanti, docente di Psichiatria presso l'Università degli Studi di Firenze «Sono state osservate anomalie metaboliche in alcune aree del cervello, che determinano dei difetti nella trasmissione dell'impulso neuronale in cui appaiono coinvolti anche la dopamina e la serotonina, neurotrasmettitori noti per essere implicati in altre patologie come il morbo di Parkinson». Ed è una patologia che si può curare appoggiandosi a centri di riferimento specializzati in grado di offrire un approccio terapeutico adeguato, con approcci standard di tipo farmacologico ma abbinati a una terapia comportamentale mirata, ma non solo: «In caso di pazienti resistenti ai farmaci o che non rispondono alle terapie con successo» aggiunge Enrico Smeraldi, direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche dell'Ospedale S. Raffaele «si può ricorrere anche alla stimolazione magnetica transcranica, che agisce attraverso la stimolazione profonda di alcune regioni del cervello coinvolte nell'attivazione del processo ossessivo-compulsivo».


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