Idratazione, acqua preziosa in estate

08 luglio 2011
Focus

Idratazione, acqua preziosa in estate



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In tempi di "caldo africano alle porte" uno degli aspetti da non sottovalutare è quello della giusta idratazione. In condizioni ottimali, infatti, ogni giorno nei vari processi metabolici si eliminano 4mila centimetri cubi di acqua, che devono essere reintegrati. Una necessità ancora maggiore in estate quando diventa importante assumere una maggiore quantità di cibi ricchi di acqua, senza dimenticare di berne di più. «Se la quantità giornaliera di bicchieri d'acqua necessaria varia da 6 a 8, d'estate i bicchieri dovrebbero aumentare fino a 8/10» spiega Michela Barichella, Responsabile della struttura di Dietetica e Nutrizione clinica Icp di Milano e componente dell'Osservatorio nutrizionale "Grana Padano". «Per quanto riguarda gli alimenti, gli italiani introducono mediamente tramite essi circa 1200 ml di acqua al giorno, ma d'estate queste quantità dovrebbero aumentare, bisognerebbe arrivare almeno a 1600/1700 millilitri quotidiani» continua la nutrizionista. Inoltre quando il corpo necessita di acqua si possono manifestare problemi come cattiva digestione, gonfiore, ritenzione idrica, irritabilità, stanchezza, pelle secca, per tutte queste ragioni è particolarmente importante imparare a introdurre la giusta quantità di acqua prima che il fisico mandi segnali. Ma come fare? I Centers for disease control statunitensi hanno dedicato un capitolo del loro sito proprio alla necessità quotidiana di fluidi richiesti dal nostro organismo.

La maggior parte delle necessità di acqua, spiegano i Cdc, sono soddisfatte attraverso ciò che si beve, ma anche il cibo non è da trascurare. Per esempio le minestre in brodo o altri cibi che hanno un contenuto di acqua oscillante tra l'85% e il 95% come pomodori, sedano, arance e meloni possono rappresentare un rilevante contributo idrico. L'acqua è utile sia perché mantiene sotto controllo la temperatura corporea, sia perché lubrifica e protegge le articolazioni, sia perché protegge i tessuti più sensibili, sia perché infine ricompensa dei liquidi dispersi con le urine o con la sudorazione. E la disidratazione va evitata in particolare quando il clima è più caldo o si è fisicamente più attivi. Quello dell'attività fisica è un capitolo cui i Cdc dedicano particolare cura, sottolineando come sia importante bere ancor prima di aver sete, un segnale che la disidratazione è cominciata. É necessario idratarsi con più frequenza quando si registra un aumento della sudorazione, per esempio quando si ha la febbre o ci si trova in luoghi particolarmente caldi, o anche in caso di perdite idriche dovute a diarrea o vomito. Occorre far particolarmente attenzione a mantenersi idratati quando si va in montagna. In alta quota, infatti, (oltre i 2500 metri), si tende ad urinare di più e la frequenza respiratoria aumenta, con conseguente incremento delle perdite di acqua da parte del corpo. Non vanno sottovalutate poi condizioni patologiche per le quali è previsto un limite all'assunzione di liquidi, come le malattie renali. Senza dimenticare i soggetti più fragili. Il fabbisogno di acqua aumenta durante gravidanza e allattamento: le donne incinte dovrebbero, infatti, bere almeno 2 litri di acqua al giorno, quelle che allattano almeno 3 litri, necessari alla produzione di latte. Gli anziani tendono a bere poco e, soprattutto nei periodi caldi, sono soggetti a malori dovuti proprio alla scarsa idratazione, un'importante risorsa, perciò, può essere rappresentata da passati e creme di verdura, mentre ghiaccioli e gelati possono andare bene per i più piccoli a patto di non esagerare visto il loro contenuto in zuccheri. Sempre in materia di zuccheri, infine, meglio non esagerare con gli integratori per gli sportivi, i soft drink o gli aperitivi alla frutta che forniscono sì acqua, ma anche zuccheri, spesso in eccesso.

Marco Malagutti


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