Vaccino anti-varicella: non obbligatorio ma raccomandato

13 gennaio 2012
Interviste

Vaccino anti-varicella: non obbligatorio ma raccomandato





La varicella si contrae in genere nella prima infanzia, ha un decorso benigno ma può lasciare cicatrici durature. In età adulta invece, per i soggetti non immuni, l'infezione potrebbe essere più complicata e, di sicuro, è molto pericolosa per le donne in gravidanza. La ricerca di un vaccino, la sua sperimentazione e la validazione finale non sono sempre un percorso rapido e scorrevole, però adesso sembrano avere raggiunto la conclusione sperata. Il vaccino antivaricella, infatti, è disponibile e si può somministrare già dopo il primo anno di vita, proseguendo poi con due dosi di richiamo. In alternativa la vaccinazione può essere effettuata anche in età adulta. Per quanto riguarda il Piano nazionale vaccini, per il momento la vaccinazione è riservata agli adolescenti suscettibili, che cioè non hanno ancora contratto la malattia, mentre si prospetta la sua estensione a tutti i nuovi nati a partire dal 2015, anche se alcune regioni hanno già scelto in autonomia di inserirla tra quelle a carico del servizio sanitario nazionale. Per capire che cosa cambierà quando la vaccinazione sarà offerta a tutti i bambini, abbiamo intervistato Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp).


È vero che la vaccinazione anti-varicella sarà inserita tra quelle obbligatorie per i nuovi nati?
Non posso sbilanciarmi sulle decisioni nazionali, mentre per quanto riguarda il Calendario vaccini che la Fimp redige ogni anno in collaborazione con la Società italiana di Igiene (Siti) posso assicurare che il vaccino contro la varicella è stato inserito tra quelli raccomandati. Il documento è quasi pronto, sarà presentato nei prossimi mesi e sicuramente al prossimo congresso nazionale della Fimp, e prevede la somministrazione del vaccino a partire dal 13esimo mese di vita.

Quanti richiami si devono eseguire per completare l'immunizzazione
Dopo la prima dose ne va somministrata una seconda all'età di 6 anni e una terza, e ultima, a 12 anni. A questo punto la protezione immunitaria è completa e dura per tutta la vita.

Perché sono stati scelti questi intervalli d'età?
In primo luogo perché così si ottimizza l'efficacia del vaccino e, all'interno di queste esigenze, si è potuto far coincidere la somministrazione dell'antivaricella con quella di altri vaccini, per esempio il trivalente anti- morbillo-parotite-rosolia che si fa appunto a 13-15 mesi. In questo modo si riducono le spese e lo stress per i piccoli.

Rispetto alle attuali previsioni del Piano nazionale voi state anticipando i tempi?
Sì, ma certe regioni l'hanno già fatto. Siamo convinti che ormai i tempi siano maturi e il vaccino sia sufficientemente efficace e sicuro da poterlo raccomandare a tutti. Inoltre una vaccinazione estensiva consentirà, in futuro, di vedere sempre più ridotta la diffusione del virus anche tra gli adulti.

Elisabetta Lucchesini


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