La carne rossa aumenta il rischio di diabete e tumore

20 aprile 2012
Focus

La carne rossa aumenta il rischio di diabete e tumore



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Il consumo di carne rossa aumenta il rischio complessivo di morte, in particolare per cancro e malattie cardiovascolari. La conferma alla maggiore longevità dei vegetariani già suggerita da precedenti indagini arriva da due studi prospettici su grandi campioni di popolazione, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Archives of Internal Medicine.

Gli esperti dell'Harvard School of Public hHealth hanno analizzato prospetticamente i dati di 37.698 uomini e 83.644 donne, senza patologie cardiovascolari né cancro, per indagare il rapporto tra consumo di carne rossa e mortalità. La dieta dei partecipanti è stata controllata regolarmente attraverso appositi questionari, somministrati ogni 4 anni, e il follow-up si è protratto fino a 28 anni per un totale di 2,96 milioni di persone-anno. I ricercatori hanno rilevato complessivamente 23.926 decessi, tra cui 5.910 per malattie cardiovascolari e 9.464 per cancro. All'analisi dettagliata dei dati raccolti è risultato che, effettivamente, il consumo di carne rossa si associa a un aumento di rischio della mortalità complessiva e di quella specifica per cancro e per malattie cardiovascolari.È sufficiente sostituire una porzione di carne rossa con una di pesce, o con pollame, frutta secca (come le noci), legumi, latticini magri o cereali integrali per ridurre il rischio di morte: del 7% con il pesce, del 14% con il pollame, del 19% con la frutta secca, 10% coi legumi, 10% coi latticini magri, 14% con i cereali integrali.

Gli autori ipotizzano diversi meccanismi alla base dell'associazione tra il consumo di carne rossa e l'aumentata mortalità media. Riguardo alle malattie cardiovascolari, una parziale spiegazione potrebbe essere fornita dall'effetto negativo sulle coronarie del colesterolo e dei grassi saturi. D'altra parte, anche il ferro che si trova nelle carni rosse è stato correlato da alcuni studiosi a infarto miocardico e patologie coronariche a esito infausto. È stato inoltre suggerito un ruolo negativo dell'alto contenuto di sodio, di nitriti e nitrati, particolarmente nella carne lavorata industrialmente. L'aumento di mortalità per tumori del colon-retto e per diverse altre neoplasie era già stata documentata. Sono indiziate alcune sostanze presenti nelle carni rosse e altre prodotte dalle alte temperature della cottura: nitrosamine e nitrosamidi, idrocarburi policiclici aromatici e amine eterocicliche sono potenziali cancerogeni. «Abbiamo stimato» scrivono «che il 9,3% e il 7,6% dei decessi totali (rispettivamente per maschi e femmine) documentati durante il periodo di monitoraggio di questo studio potevano essere prevenuti se tutti i partecipanti avessero consumato meno di 0,5 porzioni al giorno di carne rossa».


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