Vaccini antinfluenzali ritirati: il ministero rassicura

26 ottobre 2012
Interviste

Vaccini antinfluenzali ritirati: il ministero rassicura



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Il 24 ottobre il ministero della Salute ha disposto il divieto immediato a scopo cautelativo di utilizzo di 4 vaccini (500mila dosi già distribuite), prodotti da Novartis, in seguito a comunicazione da parte dell'azienda «relativa al fenomeno di aggregazione proteica osservato nella produzione dei vaccini anti-influenzali». Si tratta del secondo allarme dopo quello dei vaccini Crucell fermati il 17 ottobre e proprio in coincidenza della campagna per la vaccinazione antinfluenzale. Il ministro Balduzzi rassicura: gli interventi sono scattati, secondo le procedure standard di sicurezza e in seguito alle comunicazioni delle aziende produttrici, prima che vi fossero segnalazioni di eventi avversi. Ma quali sono i rischi?

Il problema di aggregazione proteica riscontrato nei vaccini Novartis bloccati fa sì che la somministrazione dia con più probabilità reazioni locali, come arrossamenti o gonfiori, ma in qualche raro caso potrebbe causare anche danni più gravi. Lo afferma Maurizio Sanguinetti, direttore dell'istituto di Microbiologia dell'Università Cattolica di Roma. Questo episodio, continua Sanguinetti, è diverso da quello dei vaccini Crucell fermati il 17 ottobre: «In quel caso si trattava di una mancata sterilità» spiega «stavolta sembra un caso sfortunato, determinato da un problema isolato non connesso al processo di produzione, che è consolidato da anni. È importante, però, essersene accorti in tempo, è un segno che la catena di controlli funziona». I vaccini in questione sono Agrippal, Influpozzi sub unità, Influpozzi adiuvato, Fluad. Si tratta di 500mila dosi già distribuite alle farmacie e alle Asl, che non potranno essere utilizzate, insieme a quelle della stessa partita, non ancora distribuite, che portano il totale a circa 3 milioni di dosi. Delle 487mila dosi di vaccino Novartis contro l'influenza già acquisite, 175mila sono state distribuite in farmacia, e 312mila nelle Asl, e non si sa esattamente quante siano finite in ogni regione. Il ministero della Salute sta lavorando in queste ore per raccogliere i dati precisi, anche se pare che siano sette le regioni in cui sono arrivati i vaccini bloccati. Le maggiori quantità erano state ordinate in Lombardia, Toscana e Veneto.

Da venerdì 26 ottobre alle 9 è, comunque, attivo il numero gratuito di pubblica utilità 1500 per fornire direttamente ai cittadini informazioni e risposte sul ritiro dei vaccini antinfluenzali Novartis e sulla campagna di vaccinazione. Il numero è attivo sette giorni su sette dalle 9 alle 18. Al telefono risponderà personale del ministero della Salute appositamente formato, in grado di soddisfare le richieste di informazione di base, e dirigenti sanitari, per rispondere alle domande più complesse. Allo stesso scopo, è stata pubblicata sul portale del Ministero una pagina con le risposte ad alcune delle domande più frequenti sull'argomento. Obiettivo dell'iniziativa, spiega il ministero, è assicurare ai cittadini la massima trasparenza dopo il provvedimento di ritiro dei vaccini, supportare le persone alle quali fosse stata eventualmente somministrata una dose di uno dei vaccini successivamente ritirati e rassicurare la popolazione sull'opportunità di vaccinarsi, soprattutto se si appartiene alle categorie più a rischio.


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