Influenza: inizia oggi la fase di picco dell'epidemia

28 gennaio 2013
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Influenza: inizia oggi la fase di picco dell'epidemia



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Inizia oggi la fase di picco dell'epidemia che si avvia a raggiungere l'acme della sua curva nelle prossime due-tre settimane per poi iniziare a scendere. «Da metà ottobre a oggi 1 milione e 600mila persone sono state colpite dal virus influenzale» spiega Aurelio Sessa, medico Simg e componente del sottocomitato scientifico "Influenza e pandemie influenzali" del Ministero della Salute «e l'aumento continuo dei casi, 380mila a settimana anticipa che il picco massimo si registrerà nelle prossime due o tre settimane». Ma non ci sono solo i virus influenzali: «A pesare sulle cure primarie» prosegue l'esperto «anche i virus respiratori che spiegano una quota di pazienti, tra 4-4,5 per mille, che hanno avuto un impatto importante sull'attività di medici di famiglia, pediatri e Pronto soccorso». Molti, infatti, gli accessi al Pronto soccorso: «In genere sono pazienti allarmati da alcuni sintomi, come la febbre alta, ma il tasso dei ricoveri è rimasto basso, solo nell'8% dei casi» aggiunge Sessa. Le fasce più colpite sono quelle pediatriche: «La fascia 0-4 anni è stata la più colpita, l'incidenza della scorsa settimana ha raggiunto 19 casi per mille, ma 13 casi per mille hanno interessato anche la fascia 5-14 anni. Nel complesso, dunque, tra i bambini e gli adolescenti si è concentrata un'incidenza tripla rispetto a quella nazionale andando a coprire il 40% della popolazione colpita». Si attendono ancora i dati sulla copertura vaccinale, «ma si può azzardare un calo del 25-30% nella distribuzione a medici di famiglia e Asl» sostiene Sessa «ma sugli effetti bisogna attendere il termine della stagione, a fine aprile». Inoltre, precisa, «va però detto che le fasce di popolazione vaccinata non sono sovrapponibili e vanno fatte distinzioni tra una popolazione anziana che, anche se meno coperta, ha una memoria immunitaria più lunga, rispetto alle altre categorie a rischio che in genere si vaccinano meno e dunque un calo della copertura ha un impatto minore anche se è la fascia di popolazione che si ammala di più». Un invito ad attendere per avere dati completi sulla copertura arriva anche da Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia dell'Istituto superiore di sanità: «La distribuzione dei vaccini è molto capillare sul territorio ed è presto per avere un quadro completo generale della copertura. Negli ultimi anni, in articolare dal 2009, si registra una flessione soprattutto nella fascia degli ultrasessantacinquenni che anche lo scorso anno si è fermata al 65%».


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