Eiaculazione precoce: colpisce gli uomini e la pagano le donne

20 settembre 2013
Focus

Eiaculazione precoce: colpisce gli uomini e la pagano le donne



eiaculazione precoce


Soddisfazione ridotta, aumento di angoscia e difficoltà interpersonali, problemi orgasmici durante il rapporto. È questo il volto femminile dell'eiaculazione precoce maschile. Ovvero: questa disfunzione non colpisce solo gli uomini (un grande numero di uomini: 1 su 5, è la disfunzione sessuale più diffusa tra i maschi) ma "travolge" anche le loro partner che, secondo le ultime ricerche, come gli uomini affetti da EP, pensano che il mancato controllo dell'eiaculazione sia la questione centrale. Da ciò scaturisce angoscia e malessere psicosociali per entrambi.

Non solo gli uomini, dunque, ma anche le loro partner provano insoddisfazione e una sensazione che qualcosa di essenziale non è presente nella propria relazione, accompagnata a un senso di intimità compromesso. Se trascurata, la situazione può portare ad aumento di irritabilità, difficoltà interpersonali e all'approfondimento di un divario emotivo.

Un'altra ricerca (Rosen et Al, PEPA Study, 2004) ci dice che l'orgasmo coitale è raggiunto dal 53 per cento delle partner di uomini affetti da EP, contro il 78 per cento delle donne del gruppo di controllo.

Che cosa comporta l'EP nelle partner femminili a livello di comportamenti sessuali? Lo studio Hobbs' et Al. (2009) ha mostrato una significativa perdita del desiderio (40,3 per cento vs 18 per cento del gruppo di controllo), una significativa difficoltà di eccitazione (55,2 per cento vs 23,3 per cento), una significativa riduzione di lubrificazione (37,8 per cento vs 16,1 per cento) e segnalano in modo significativo maggiori difficoltà orgasmiche nel rapporto sessuale (51,9 per cento vs 23,9 per cento).

Commentando questi dati la sessuologa Alessandra Graziottin sostiene che, dal punto di vista della dinamica sessuale della coppia, l'uomo affetto da EP è "l'induttore del sintomo sessuale e la donna diventa il portatore del sintomo". Questo è il motivo per cui ogni volta che una donna lamenta una disfunzione sessuale la storia clinica dovrebbe includere due domande fondamentali: come è la sessualità di lui? lui ha qualche problema sessuale?

Il modo di esprimersi delle donne indica una chiara polarizzazione degli atteggiamenti e dei sentimenti verso il partner, a seconda della principale Disfunzione Sessuale Maschile di cui soffre. In caso di DE (disfunzione erettile), le donne dicono "Che cosa c'è di sbagliato in me?": «Non sono abbastanza bella» o «Non sono abbastanza attraente» o «Non sono abbastanza sexy» o «Deve avere un'altra donna», tutte espressioni di auto-critica.

In caso di EP, visto che il disturbo sessuale femminile più preoccupante causato dal mancato controllo, è la difficoltà orgasmica, le espressioni delle donne puntano su una responsabilità maschile "Cosa c'è di sbagliato in lui?": «Perché non si controlla?» o «Perché mi delude ogni volta?!» o «Perché non si interessa al mio piacere?!» o «Perché è così egoista?», tutte espressioni di critica e aggressività dirette contro il partner (Graziottin & Althof, 2011).

La conclusione? Quando si tratta di un uomo affetto da EP, la partecipazione della partner nella terapia dovrebbe essere incoraggiata, al fine di consentire al medico di comprendere appieno la portata del problema, e di prendere in considerazione altri fattori rilevanti dal punto di vista femminile. Nella pratica clinica, i trattamenti per EP possono includere una combinazione di approcci farmacologici, psicologici, sessuologici e comportamentali sia per l'uomo che per la sua compagna.


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