L’importanza dell’acido folico in gravidanza

21 ottobre 2013
Focus

L'importanza dell'acido folico in gravidanza



acido folico


L'acido folico? Fondamentale per prevenire i disturbi del tubo neurale. Di che cosa si tratta? Sono malformazioni causate da difetti nello sviluppo (durante la vita prenatale) di porzioni del tubo neurale. Il tubo neurale è una struttura allungata che percorre tutta la lunghezza dell'embrione e che dà origine durante lo sviluppo al sistema nervoso centrale: il cervello, il midollo spinale e le meningi (membrane che li circondano e li proteggono).

La spina bifida è forse il difetto del tubo neurale più famoso. Gli altri due difetti più gravi del tubo neurale sono l'anencefalia e l'encefalocele. La spina bifida è una malformazione del midollo spinale dovuta alla mancata chiusura del tubo neurale durante il primo mese di vita intrauterina. Si tratta di una delle anomalie congenite più frequenti, e colpisce circa un neonato su 1000-2500.

L'acido folico non solo riduce del 72 per cento il rischio di difetti del tubo neurale, ma diminuisce anche il rischio di cardiopatie, labbro leporino, prematurità, autismo e ritardo del linguaggio nei nascituri. Ma perché l'azione di prevenzione abbia effetto non basta prendere l'acido folico durante la gravidanza, bisogna assumerlo in età fertile quando iniziano ad essere sessualmente attive.

Questa soluzione è emersa dopo la presentazione di una ricerca condotta dall'istituto Gfk Eurisko sulla popolazione femminile Italiana da cui emerge che il 77 per cento delle donne italiane non pianifica la gravidanza e, tra chi dichiara che farà prevenzione, solo il 3 per cento sostiene che utilizzerà l'acido folico. L'acido folico è conosciuto come forma di prevenzione, ma spesso non è corretta la modalità di assunzione, che deve iniziare prima dell'inizio della gravidanza: va quindi incentivata l'assunzione dell'acido folico durante il periodo fertile. Se si pensa all'impatto sociale e al conseguente impegno nella gestione di un bambino nato con una malformazione neurologica come la spina bifida in termini di assistenza, di qualità della vita e del caregiver (strutture, tempi, costi) diventa fondamentale riscrivere la storia della prevenzione.

Infatti Maria Pia Pisoni, rappresentante dell'Asbin (Associazione spina bifida e idrocefalo Niguarda) e specialista in Ostetricia e Ginecologia con Alta Specialità nelle patologie dei difetti del tubo neurale materno-fetale presso l'Ospedale Niguarda Ca'Granda, sostiene che «basterebbe assumere l'acido folico a 400mcg per un periodo più lungo rispetto ai soli mesi iniziali della gravidanza, per contrastare i difetti del tubo neurale nei nascituri: una soluzione possibile potrebbe essere quella di incentivare l'assunzione di tale vitamina nel periodo in cui la donna inizia ad essere sessualmente attiva, senza utilizzare una contraccezione sicura, e promuovere campagne informative anche nei corsi di educazione sessuale delle scuole».

Tutto ciò conferma il dato epidemiologico consolidato relativo alla necessità di una corretta prevenzione delle malformazioni neurologiche nei nascituri, da effettuarsi con l'assunzione dell'acido folico nel giusto dosaggio, come da linee guida e raccomandazioni, ovvero 400mcg per donna in tutta l'età fertile. Non è un caso che anche l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha inserito l'acido folico a 400mcg, nell'elenco dei farmaci a rimborsabilità totale (classe A).

Il ministero della Salute già dal 2007 sostiene un programma per favorire la salute preconcezionale, con particolare riferimento all'assunzione di acido folico nelle donne in età fertile. Al riguardo è stato realizzato il progetto "Pensiamoci prima" con il coordinamento dell'Icbd (Alessandra Lisi international centre on birth defects and prematurity).


Potrebbe interessarti
Tumori maschili, dieci regole per prevenirli
Salute maschile
17 marzo 2018
Notizie e aggiornamenti
Tumori maschili, dieci regole per prevenirli
La procreazione assistita è anche una scelta socio-culturale
Salute maschile
16 ottobre 2017
Notizie e aggiornamenti
La procreazione assistita è anche una scelta socio-culturale
L'esperto risponde