Emicrania da stress: ecco come combatterla

24 febbraio 2014
Interviste

Emicrania da stress: ecco come combatterla



mal di testa


Il sospetto avanzato tempo fa che lo stress possa peggiorare la vita di chi soffre di emicrania, aumentando intensità e frequenza degli attacchi, è stato confermato da un ampio studio condotto in Germania, che sarà presentato al prossimo congresso dell'Associazione americana di neurologia.

«Questo studio condotto su oltre 5.000 emicranici conferma il ruolo che lo stress può avere nell'aggravare la situazione, e quindi il potenziale terapeutico di tutti gli interventi sullo stile di vita e sui comportamenti quotidiani, soprattutto per chi soffre di mal di testa di tipo tensivo» spiega Licia Grazzi, del Centro Cefalee dell'Istituto Neurologico Besta di Milano.

È un'arma in più, che si aggiunge ai farmaci o li sostituisce?
«Ogni caso va valutato attentamente, cosa che viene fatta sempre al centro cefalee. In molti casi chi soffre di emicrania non sa bene come gestire al meglio i farmaci, che possono essere assunti anche a scopo profilattico, per ridurre frequenza e intensità degli attacchi. L'uso frequente e abbondante dei classici antidolorifici solo in occasione degli attacchi fa spesso sì che i mal di testa peggiorino, innescando un circolo vizioso per cui anche i farmaci preventivi possono perdere di efficacia. In questo senso, l'azione combinata che mira anche a ridurre lo stress può aiutare a spezzare questo circolo vizioso. Altrimenti il rischio è quello di sommare gli effetti indesiderati dei farmaci di prevenzione agli effetti indesiderati dei farmaci per l'attacco: il risultato finale è un fallimento completo di entrambe le terapie, che in alcuni casi può richiedere una vera e propria disintossicazione».

E come si può agire sullo stress?
Esistono numerosi approcci che si sono rivelati efficaci, dalle terapie cognitivo-comportamentali, al training che insegna le tecniche di rilassamento, al biofeedback e alla cosiddetta mindfulness, una pratica che aiuta a conoscere meglio il proprio corpo, rafforzando la capacitaÌ di padroneggiare le situazioni difficili della vita, e quindi di tenere a bada lo stress, i conflitti e i problemi più o meno seri che rischiano di guastare ogni giornata. Il nostro centro ha già dimostrato in passato che l'uso di queste tecniche ha un effetto benefico per molti emicranici, che per carattere tendono di norma a non amare i cambiamenti. Non a caso per molti di loro le vacanze o i week-end sono altrettante occasioni per un attacco intenso di cefalea. Per non parlare del ciclo mestruale, che è anche vissuto come cambiamento.

Per questo le donne sono più colpite?
Indubbiamente tra le donne la cefalea è molto più frequente che tra gli uomini, in proporzione di circa tre a uno. Questa differenza si verifica a partire proprio dall'età della maturazione sessuale, poiché prima è più frequente tra i maschi. Un meccanismo classico che porta all'autoprescrizione e all'abuso di farmaci da banco è proprio l'imitazione della madre emicranica.

Quindi l'autoprescrizione di farmaci va evitata?
Noi la sconsigliamo assolutamente a chi ha episodi ricorrenti. Piuttosto si può agire sul proprio stile di vita curando un'alimentazione variata e regolare (saltare i pasti non fa bene neanche all'emicrania) e facendo attività fisica, che favorisce la produzione da parte dell'organismo di endorfine naturali.


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