Neonati meno cicciottelli se la mamma è attiva nell’ultima parte della gravidanza

22 luglio 2014
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Neonati meno cicciottelli se la mamma è attiva nell'ultima parte della gravidanza



donna incinta ginnastica


Un esercizio fisico adeguato delle future mamme durante l'ultimo trimestre di gravidanza può influenzare la quantità di tessuto adiposo del nuovo arrivato. Questo risultato può essere positivo se non causa danno alla crescita e allo sviluppo del feto, considerato che il grasso in eccesso alla nascita continua nel periodo dell'infanzia e oltre. Ma le conseguenze a lungo termine sulla salute di avere meno tessuto grasso alla nascita, se ce ne sono, non sono note. Ne ha parlato Dana Dabelea, della Scuola di sanità pubblica dell'Università del Colorado, che con un gruppo di colleghi ha valutato la quantità di tessuto grasso e magro in neonati di madri più o meno attive dal punto di vista dell'esercizio fisico.

«La composizione del corpo alla nascita è importante. Due bambini possono essere nati dello stesso peso, ma avere quantità diverse di massa grassa e massa magra» spiega Dabelea. Nello studio, pubblicato sulla rivista Obstetrics & gynecology, sono state considerate oltre 800 coppie mamma-neonato (bambini nati a termine) e con un questionario è stata valutata l'attività fisica svolta dalle mamme, tenendo in considerazione le linee guida sull'attività fisica in gravidanza dell'American college of ostretricians and gynecologists. L'età media delle donne era 28 anni, circa il 45 per cento era sovrappeso o obesa e solo il 17 per cento aveva seguito le raccomandazioni delle linee guida sull'esercizio.

I ricercatori hanno visto che un quarto delle mamme che erano più attive con regolarità nel terzo trimestre di gravidanza - che non significa maratonete, ma con una quantità modesta di esercizio nella maggior parte dei giorni della settimana - tendeva ad avere bambini meno paffuti, con meno tessuto grasso rispetto ai figli di madri meno attive. Non vi erano invece effetti sulla massa magra. Le mamme più attive avevano un rischio maggiore di avere neonati piccoli per l'età gestazionale - che significa più piccoli della norma per bambini nati a quella settimana di gravidanza - ma secondo Dabelea il dato è da attribuire alla minore quantità di grasso, piuttosto che a una riduzione della crescita e dello sviluppo. Sono comunque necessari ulteriori ricerche a lungo termine per vedere se la riduzione di massa grassa alla nascita sia davvero positiva per la salute dei bambini.


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