Oms contro la sigaretta elettronica, ma il dibattito è aperto

01 settembre 2014
Focus

Oms contro la sigaretta elettronica, ma il dibattito è aperto



sigaretta elettronica


Stop ai messaggi che affermano che la sigaretta elettronica aiuta chi vuole smettere di fumare - almeno fino a quando non saranno disponibili prove certe e inconfutabili; nuove leggi per impedire l'uso di questi dispositivi nei luoghi chiusi, sia gli spazi pubblici sia i luoghi di lavoro; divieto di utilizzare messaggi pubblicitari che potrebbero indurre i ragazzi a fumare. Queste sono solo alcune delle raccomandazioni Oms in vista di un meeting che riunirà a ottobre diversi Paesi firmatari della convenzione internazionale sul controllo del tabacco e che hanno scatenato reazioni molto diverse nella comunità scientifica internazionale. Secondo gli esperti Oms, questo giro di vite è necessario se si vogliono evitare danni futuri dal momento che la sigaretta elettronica potrebbe mettere a rischio la salute del feto di una mamma che le utilizza e degli adolescenti, potrebbero spingere i giovani verso le ben più pericolose sigarette tradizionali e, nei luoghi chiusi, potrebbero aumentare i livelli di alcune sostanze tossiche e della nicotina nell'aria.

E dagli Stati Uniti arrivano anche i risultati di uno studio da poco pubblicato sulla rivista Nicotine and tobacco, dal quale emerge che sono sempre di più gli adolescenti e i teenager che senza aver mai fumato sigarette tradizionali decidono di provare quella elettronica. «Dal 2011 al 2013 il numero di ragazzi che ha utilizzato questi dispositivi elettronici è triplicato negli USA passando da 79.000 a 263.000» precisa Rebecca E. Bunnel direttore associato del Office on smoking and health dei centers for disease control and prevention (Cdc) e autrice dello studio. «Questi numeri dovrebbero rappresentare un campanello d'allarme per i genitori e per quanti si occupano di salute pubblica anche perché la probabilità di arrivare alla sigaretta tradizionale è doppia nei ragazzi che hanno provato le sigarette elettroniche rispetto a quelli che invece non le hanno mai utilizzate» continua. Certo è che di fronte a questi dati e alle raccomandazioni dell'Oms viene da chiedersi se il fumo elettronico è davvero così pericoloso.

La risposta della comunità scientifica non è unanime e di fronte a chi criminalizza le sigarette elettroniche si schierano molti scienziati ed esperti di sanità pubblica che sostengono invece l'importanza di questo dispositivo nella lotta al fumo delle sigarette tradizionali. «Il legame causa-effetto fra sigaretta tradizionale e cancro è una certezza solida dell'oncologia» ha scritto l'oncologo ed ex-Ministro della salute Umberto Veronesi, che da sempre si batte contro il cancro e che assieme ad altri illustri colleghi difende la sigaretta elettronica. Per quanto non siano ancora disponibili dati che dimostrano l'assoluta sicurezza della cosiddetta e-cig e di tutti gli aromi che vengono utilizzati, di certo si tratta di una soluzione meno pericolosa per la salute rispetto alla sigaretta tradizionale. E come si legge in un editoriale pubblicato sulla rivista Nature, il rischio legato alle e-cig è solo un'ipotesi, mentre il legame tra fumo di sigaretta e cancro è una certezza. Che dire poi delle regole che dovrebbero vietare di pubblicizzare questi prodotti potenzialmente pericolosi? Anche in questo caso serve misura. Altrimenti, come sostengono alcuni, dovrebbero essere vietate anche le pubblicità e la vendita di migliaia di altri prodotti oggi regolarmente in commercio spesso a disposizione anche dei più giovani, come le bevande zuccherate, l'alcol, eccetera.


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