Bere tè riduce i rischi di malattie sia di origine cardiovascolare che in generale

05 settembre 2014
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Bere tè riduce i rischi di malattie sia di origine cardiovascolare che in generale



bere tè


Il tè fa davvero bene: riduce del 24 per cento la mortalità. Lo afferma uno studio francese, presentato al congresso dell'European society of cardiology a Barcellona, condotto su un campione di 131.401 persone tra i 18 e i 95 anni. Durante una media di 3,5 anni di follow-up ci sono state 95 morti per malattie cardiovascolari e 632 per altri cause. E i dati hanno portato gli scienziati a capire che bere tè riduce la mortalità non solo per le malattie cardiovascolari, ma anche per quelle non cardiovascolari.

I partecipanti sono stati divisi, a seconda delle abitudini rispetto a tè e caffè, in tre gruppi: non bevitori, bevitori da una a 4 tazze al giorno e bevitori di oltre 4 tazze al giorno. Gli amanti del caffè avevano un profilo di rischio cardiovascolare più elevato rispetto ai non bevitori per colpa del fumo. La percentuale di fumatori era infatti del 17 per cento tra i non bevitori rispetto al 31 per cento tra coloro che bevevano 1-4 tazze al giorno e al 57 per cento tra coloro che bevevano più di 4 tazze. Inoltre tra i bevitori di caffè il 45 per cento faceva un buon livello di attività fisica rispetto al 41 per cento dei forti bevitori di caffè.

I bevitori di tè avevano il profilo inverso dei bevitori di caffè e con un profilo di rischio cardiovascolare più basso rispetto ai non consumatori: il 34 per cento dei non bevitori di tè fumava contro il 24 di chi beveva 1-4 tazze di tè al giorno e il 19 di chi ne consumava più di 4. L'attività sportiva aumentava con il numero di tazze di tè: dal 43 per cento tra i bevitori di tè moderati al 46 per cento nei bevitori pesanti.
Conseguenze ancora più evidenti nella pressione sanguigna: chi beve tè è risultato meno a rischio rispetto a chi beve caffè, tra i quali è stato notato un aumento della mortalità cardiovascolare, ma ancora di più della mortalità non cardiovascolare. Quest'ultimo incremento si è annullato se i soggetti non erano fumatori.

«Bere tè abbassa il rischio di mortalità non cardiovascolare», hanno spiegato i ricercatori, «infatti quando abbiamo esteso la nostra analisi abbiamo scoperto che il tè ha continuato a ridurre la mortalità generale durante un periodo di 6 anni». Questo perché, secondo i ricercatori, il tè conterrebbe antiossidanti che possono avere benefici sulla salute e perché i bevitori di tè tendono ad avere stili di vita più sani.



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