Niente internet o pubblicità: il dentista si sceglie con il passaparola

03 ottobre 2014
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Niente internet o pubblicità: il dentista si sceglie con il passaparola



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Come scegliamo il dentista? Per lo più con il passaparola, fidandoci di amici e parenti. Per nulla attraverso internet o la pubblicità. Inoltre, pur cambiandolo, il dentista è il nostro punto di riferimento per tutto ciò che concerne l'informazione sulla salute dei denti.

È questa la fotografia dell'indagine che Dica33, in collaborazione con il portale specializzato Odontoiatria33, ha promosso tra circa 2mila lettori con l'obiettivo di comprendere il loro rapporto con l'odontoiatra, i criteri di scelta, e l'utilizzo di internet per saperne di più su bocca e denti, nonché sulla salute in generale.

«Il 75 per cento del campione dichiara di essere andato dal dentista almeno una volta negli ultimi 12 mesi» dice Nicola Miglino, direttore editoriale di Dica33. «Il rapporto con il professionista è molto stretto, perché 6 sui 10 si rivolgono a lui per avere informazioni sui problemi della bocca.
Spesso, però, lo cambiano: 7 su dieci almeno tre volte nel corso della vita, nel 39 per cento dei casi per motivi di insoddisfazione, chiedendo poi consiglio, in ben un caso su due, a conoscenti e amici.

Sorprende, poi, che, nonostante in questi anni siano proliferate pubblicità di studi e professionisti, l'84 per cento degli intervistati si dichiari insensibile a questo tipo di comunicazione. Infine internet: se 9 lettori su dieci si affidano alla rete per cercare informazioni sulla salute in generale, gli argomenti odontoiatrici vengono approfonditi on line in poco più di un utente su 4: gli altri, in netta prevalenza, si rivolgono direttamente al dentista».

«La ricerca» commenta Norberto Maccagno, direttore editoriale del quotidiano online Odontoiatria33, «conferma come il dentista sia un professionista della salute molto rispettato e considerato e come il rapporto di fiducia che si instaura sia determinante. Probabilmente per questo i cittadini preferiscono rivolgersi a uno studio privato dove opera un solo odontoiatra - 90 per cento dei casi - rispetto a una grossa struttura - 6,2 per cento - e solo l'1,1 per cento sceglie di farsi curare all'estero.
Infine, tra i motivi per cui negli ultimi 12 mesi gli intervistati si sono rivolti al dentista troviamo un disturbo clinico nel 37,5 per cento dei casi, una visita di controllo (34 per cento) o una seduta di igiene orale (28,5 per cento)».

 



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