L'influenza aumenta il rischio di complicanze in gravidanza

31 gennaio 2018
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L'influenza aumenta il rischio di complicanze in gravidanza



Le donne in dolce attesa devono prestare particolare attenzione all'influenza. È di qualche giorno fa la segnalazione, da parte dell'Istituto superiore di sanità, di sette casi gravi di contagio in questa stagione (una delle peggiori degli ultimi anni), mentre nell'inverno precedente non se ne è registrato nessuno. «Anche se le gestanti non sono di per sé più esposte a contrarre il virus, qualche cautela è d'obbligo", tiene a precisare Elsa Viora, presidente dell'Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi). «I classici sintomi, come dolori articolari, mal di testa, raffreddore, tosse, catarro e febbre, se controllati, non comportano rischi specifici per il feto, mentre particolare attenzione deve essere posta in caso di sintomi respiratori importanti e se la temperatura sale oltre i 38 gradi. Il calo fisiologico delle difese immunitarie, infatti, espone maggiormente al rischio di sviluppare complicanze come una polmonite, mentre una febbre alta potrebbe determinare la comparsa di contrazioni dell'utero e indurre un travaglio prematuro, con possibili rischi per la salute del neonato».

 

L'importanza della vaccinazione

Pur evitando gli inutili allarmismi, va detto che l'influenza resta una patologia da non trascurare e contro cui si possono mettere in atto efficaci strategie di prevenzione, a partire dalla vaccinazione, che è fortemente raccomandata alle gestanti, in particolar modo nel secondo e terzo trimestre. «Bisogna informare e rassicurare le donne sulla sicurezza del vaccino, che non presenta alcuna controindicazione per il feto», sottolinea la dottoressa Viora. Ma per difendersi dal contagio è altrettanto importante adottare semplici accorgimenti nella vita di tutti i giorni, in primo luogo lavarsi spesso e accuratamente le mani con acqua e sapone (specie dopo aver toccato maniglie di porte e finestre, corrimano delle scale, tastiere del computer e via dicendo), cercando in seguito di non toccarsi occhi e naso. Da evitare, per quanto possibile, la permanenza in ambienti chiusi e affollati, e il contatto ravvicinato con persone ammalate (colpi di tosse e starnuti, ma anche una semplice stretta di mano possono facilmente veicolare i virus influenzali). È comunque raccomandato, quando si presentano i primi sintomi, stare a riposo e bere molto, per una corretta idratazione dell'organismo. Se poi i sintomi dovessero improvvisamente aggravarsi, occorre contattare subito il proprio medico curante, che saprà consigliare la terapia più opportuna, oppure rivolgersi direttamente al pronto soccorso.

 

Claudio Buono



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