Riflettori accesi sulla tiroide

05 dicembre 2014
Interviste

Riflettori accesi sulla tiroide



tiroide


Controlla il metabolismo, è coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso e nella fertilità, eppure molto spesso la si trascura. È la tiroide, principale protagonista a fine novembre del Congresso della Associazione italiana della tiroide (Ait) svoltosi a Milano, dove si è parlato di malattie tiroidee, ma anche di prevenzione e dei nuovi strumenti a disposizione dei medici. Tra gli esperti che hanno preso parte alla tre giorni milanese, anche Paolo Beck-Peccoz, professore ordinario di Endocrinologia presso l'Università degli Studi di Milano e presidente Ait, che ci accompagna alla scoperta della tiroide, delle sue funzioni, delle sue patologie e delle strategie di prevenzione più efficaci.

Cos'è la tiroide e quali sono le sue funzioni più importanti?
«La tiroide è una ghiandola posta a livello del collo e produce una serie di ormoni fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso centrale durante il periodo fetale e che controllano il metabolismo basale, la crescita, la fertilità e molti altri fenomeni. Possiamo dire che gli ormoni tiroidei agiscono su tutte le cellule del nostro organismo».

Quali sono i principali nemici della salute della tiroide?
«Uno dei problemi più importanti è quello legato alla carenza di iodio, un elemento fondamentale per il buon funzionamento della tiroide. Se manca lo iodio si arriva allo sviluppo del gozzo - un fenomeno oggi meno diffuso che in passato, ma ancora presente - e si possono formare quei noduli che poi devono essere analizzati per arrivare alla diagnosi differenziale tra nodulo maligno e nodulo benigno. Prevenire questa carenza è oggi possibile ed è anche molto semplice: basta consumare sale arricchito con iodio, il cosiddetto sale iodato che, in base alla legge 55 del 2005 dovrebbe essere l'unico presente sugli scaffali dei supermercati. È noto però che consumare troppo sale comporta problemi di tipo cardiovascolare, ed è per questo che il motto della Ait è "poco sale, ma che sia iodato". L'altra cosa che gli esperti Ait consigliano è di mangiare più pesce, in genere molto ricco di iodio».

Il sale iodato è sufficiente per avere una tiroide sana?
«Purtroppo no. Il sale iodato è utile nel prevenire il gozzo e la formazione di noduli, ma ci sono alcune patologie che invece non possono essere prevenute a tavola: sono l'ipotiroidismo e l'ipertiroidismo. Si tratta di sue malattie autoimmuni, ovvero che derivano dal fatto che l'organismo reagisce contro le sue stesse cellule e le attacca, spesso distruggendole. Una persona che soffre di ipotiroidismo, malattia nella quale si producono anticorpi che distruggono la ghiandola, ha sintomi come stanchezza, freddolosità, a volte perdita di memoria, ipersonnia, ecc. Chi soffre di ipertiroidismo presenta invece sintomi come tachicardia, fatica a compiere molte attività come salire le scale, dimagrimento nonostante un'alimentazione abbondante, metabolismo accelerato, nervosismo e tremori».

Ipo- e ipertiroidismo si possono curare?
«Per entrambe le malattie ci sono farmaci efficaci: in particolare nel caso dell'ipotiroidismo si ricorre a una sostanza naturale, la levotiroxina sodica, mentre per l'ipertiroidismo si effettua una cura della durata di 6-18 mesi. Dopo questo periodo, molto spesso l'ipertiroidismo scompare, ma se invece resta attivo, si ricorre a interventi più radicali come l'asportazione della tiroide o la sua distruzione attraverso molecole di iodio radioattivo. È importante ricordare che in entrambi i casi noi possiamo curare i sintomi, ma non la causa della malattia che, come succede per molte malattie autoimmuni, non è ancora nota».

È vero che le malattie della tiroide sono "declinate al femminile"?
«In effetti le patologie di questa ghiandola sono più comuni nelle donne che negli uomini e il rapporto è di circa 8:1. Le donne poi devono prestare particolare attenzione al funzionamento di questa ghiandola nel periodo fertile: durante la gravidanza infatti la tiroide deve produrre più ormoni tiroidei. Se ciò non avviene, la donna non ha comunque problemi, ma ne risentirà il feto che nei primi 3 mesi di gravidanza non ha una propria tiroide e dipende in parte dalla tiroxina della madre. È stato dimostrato che il bambino nato da madri ipotiroidee avevano dopo 7-8 anni una diminuzione di 7-8 punti nel quoziente di intelligenza che oggi è molto più importante della forza muscolare».

Che fare quindi in vista di una gravidanza?
«È fondamentale controllare la funzione della tiroide e, se necessario, assumere gli ormoni più adatti. Non bisogna dimenticare poi il numero sempre crescente di donne che fanno ricorso alla fecondazione assistita (circa il 5 per cento delle gravidanze). Una valutazione della funzionalità della tiroide è fondamentale in questi casi perché i trattamenti per l'ovulazione potrebbero aggravare un'eventuale ipotiroidismo e infine, ma di certo molto importante, spesso una buona funzione tiroidea può anche risolvere il problema dell'infertilità».

E i tumori?
«Per quanto riguarda i tumori della tiroide è stato registrato negli ultimi anni un aumento dei casi, ma non c'è stato alcun aumento dei decessi. Ciò significa che siamo di fronte a tumori davvero poco aggressivi e che possono essere curati al meglio in molti casi. Fondamentale è però la diagnosi precoce, alla quale si arriva anche grazie alla auto-palpazione della tiroide, un'operazione piuttosto semplice vista la posizione della ghiandola».

Si può vivere bene senza la tiroide?
«Oggi disponiamo di tutti gli strumenti farmacologici per poter vivere senza problemi anche senza la tiroide grazie alle terapie di sostituzione ormonale, che ci permettono di assumere dall'esterno le sostanze normalmente prodotte dalla ghiandola. E a proposito di vita quotidiana e tiroide vorrei sfatare alcuni falsi miti, ancora troppo diffusi. Il primo riguarda il fatto che la tiroide è la responsabile dell'aumento di peso: si ingrassa se si mangia troppo e ci si muove poco, la tiroide è spesso una scusa. L'altro punto riguarda l'assunzione di iodio attraverso l'aria di mare: innanzitutto lo iodio che c'è nell'aria è molto poco e inoltre non c'è grande differenza in questo senso tra l'aria di mare e quella di Milano (circa 10 per cento in più di iodio al mare). Meglio, come detto in precedenza, usare il sale iodato».


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