Le Associazioni dei pazienti per l’impiego responsabile dei biosimilari

10 marzo 2015
Focus

Le Associazioni dei pazienti per l'impiego responsabile dei biosimilari



Potrebbero far risparmiare fino al 25 per cento della spesa per molti medicinali ma, come succedeva qualche anno fa per i farmaci generici o equivalenti, si stenta ancora ad accoglierli a pieno diritto. Stiamo parlando dei farmaci "biosimilari" ovvero di quei medicinali biotech "similari" al prodotto originale biotecnologico il cui brevetto è scaduto consentendo così alle aziende del settore di produrre una replica fedele al principio attivo e ai dosaggi e con efficacia analoga all'originale.

Per dissipare i dubbi degli operatori sanitari e dei pazienti, due associazioni di pazienti - l'associazione Donne in Rete, impegnata nella tutela della salute della donna e l'associazione Amici (Associazione nazionale per le malattie croniche dell'intestino), che riunisce pazienti affetti dal morbo di Crohn e Colite ulcerosa, si sono fatte promotrici di un Manifesto per una diffusione responsabile e attenta dei biosimilari che favoriscano la libertà di scelta del farmaco da parte del medico, la corretta informazione ai pazienti e la realizzazione di risparmi per il Servizio sanitario nazionale da reinvestire in ricerca e servizi.

Per farlo, le due associazioni propongono che la politica Nazionale riguardo i farmaci biosimilari:
a. Informi in modo imparziale tutti i soggetti interessati: medici, pazienti, professionisti sanitari ed autorità governative che sovraintendono alla politica sanitaria;
b. Promuova e mantenga la concorrenza nel mercato farmaceutico incentivando un adeguato uso precoce dei farmaci biosimilari in combinazione con politiche di prezzi sostenibili;
c. Raccolga e pubblichi dati clinici basati sull'evidenza dimostrata nelle reali condizioni d'impiego per rafforzare la fiducia verso la sicurezza e l'efficacia;
d. Realizzi procedure di acquisto trasparenti e condivise tra Asl, Medici, Pazienti;
e. Persegua processi decisionali chiari ed efficienti che non ritardino la disponibilità dei farmaci biosimilari sul mercato.

Inoltre, le due associazioni chiedono che venga istituito un "Fondo di premialità" per quei dipartimenti clinici autorizzati all'uso del biologico, generato dalla riduzione dei costi favorita dalla presente e prossima commercializzazione di farmaci biologici. Finalità del fondo erogato dalle Regioni è quella di poter far fronte alle esigenze di reparto che spazino dall'aggiornamento fino ad eventuali borse di studio, perseguendo parallelamente l'intendimento di risparmio. Il fondo viene generato dal risparmio (da calcolare rispetto alla spesa dell'anno precedente alla sua istituzione) e non costituisce quindi voce di spesa per la Regione. In sintesi, soddisfa tanto le esigenze regionali quanto quelle del clinico e del paziente.


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