Sigarette elettroniche: trovate tracce di sostanze tossiche

29 aprile 2015
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Sigarette elettroniche: trovate tracce di sostanze tossiche



e-cig


Ancora dubbi sulla sicurezza delle sigarette elettroniche. Questa volta a porle al centro dell'attenzione sulla rivista Tobacco Control sono i ricercatori d'oltreoceano coordinati da James Pankow, della Portland State University che sono andati a controllare i liquidi utilizzati per le e-cig.
«Le sostanze chimiche aromatizzanti contenute in questi prodotti sono spesso le stesse che si utilizzano anche negli alimenti» dice il ricercatore, «ma in genere si tratta di sostanze approvate e sicure se vengono ingerite, mentre non è sempre chiaro cosa succede inalandole».

Partendo da queste osservazioni, Pankow e colleghi hanno preso in esame due marchi di sigarette elettroniche e alcuni liquidi aromatizzati e li hanno analizzati mediante tecniche sofisticate come la gas cromatografia e la spettrometria di massa che permettono di identificare tutte le sostanze contenute nel liquido stesso e anche le loro quantità.
«Con l'analisi ci siamo resi conto che molti liquidi analizzati contenevano percentuali di sostanze chimiche aromatizzanti in dosi comprese tra 1 per cento e 4 per cento, mentre i livelli di nicotina riportati in etichetta non superavano il 2,4 per cento» afferma l'autore precisando che nella maggior parte dei casi le sostanze riscontrate appartengono al gruppo delle aldeidi, composti riconosciuti come "irritanti primari" delle mucose del tratto respiratorio.
E come se non bastasse, non sempre le etichette riportano dettagli sul contenuto di sostanze chimiche aromatizzanti.
Sempre dall'indagine è emerso inoltre che molti liquidi contenevano gli stessi aromi chimici: è il caso per esempio della vanillina e dell'etil-vanillina. «Quello dei liquidi per le e-cig è un punto di primaria importanza per il mercato, ma servono regole ad hoc per l'uso di questi composti nelle sigarette elettroniche e servirebbe anche una maggior regolamentazione a livello dell'etichetta» conclude Pankow, ricordando che i livelli di composti chimici potenzialmente irritanti riscontrati nei prodotti inclusi nello studio sono sufficientemente alti da far sorgere dubbi sui rischi tossicologici per la salute di chi li utilizza.


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