Come proteggere il cervello con gli Omega-3

16 giugno 2015
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Come proteggere il cervello con gli Omega-3



omega3; cervello


Gli omega 3 potrebbero rappresentare una valida terapia nutrizionale per prevenire i problemi tipici del cervello che invecchia. Ne sono convinti i ricercatori statunitensi guidati da Aron Barbey dell'Università dell'Illinois che hanno pubblicato sulle pagine della rivista Frontiers in aging brain i risultati di uno studio che ha coinvolto 40 adulti senza problemi mentali.
«Siamo partiti dall'ipotesi che il consumo di alti livelli di acidi grassi polinsaturi omega-3 fosse associato a una migliore performance nella funzione esecutiva e in particolare in quella che viene definita flessibilità cognitiva» spiega l'autore, ricordando che diversi studi hanno dimostrato in precedenza l'importanza dell'alimentazione nell'invecchiamento cerebrale.

Per valutare la correttezza della loro ipotesi, Barbey e colleghi hanno scelto di analizzare persone tra i 65 e i 75 anni di età portatori di un particolare variante del Dna (APOe4) che aumenta il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. E i risultati hanno dimostrato in effetti che le persone che consumavano nella loro dieta una maggiore quantità di omega-3, i grassi buoni che si trovano soprattutto nel pesce, ottenevano risultati migliori nei test di valutazione della flessibilità cognitiva, ovvero della capacità di passare da un "impegno" mentale all'altro. «Questi dati non dimostrano una relazione causa-effetto tra consumo di omega-3 e miglioramento della flessibilità cognitiva, ma mettono in luce solo un'associazione» precisano gli autori che non si sono limitati a studiare le funzioni cerebrali delle persone coinvolte nella ricerca. «L'ipotesi iniziale prevedeva che questa associazione fosse mediata dal volume di materia grigia di una particolare area del cervello che si pensa possa essere coinvolta nella flessibilità cognitiva, la corteccia cingolata anteriore» dice Barbey. E i dati ottenuti fanno in effetti pensare che proprio questa area del cervello sia il mediatore della relazione tra acidi grassi omega-3 assunti con la dieta e flessibilità cognitiva.


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