Antinfiammatori e fertilità, l’esperto: rischio noto ma nessun allarme

29 giugno 2015
Interviste

Antinfiammatori e fertilità, l'esperto: rischio noto ma nessun allarme



farmaci antinfiammatori


Una ricerca presentata a un importante congresso medico a Roma da un gruppo di reumatologi e farmacologi iracheni ha riportato alla ribalta il ruolo che i farmaci comunemente usati contro il dolore possono avere nella riduzione della fecondità: i cosiddetti Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei), e alcuni in particolare, sarebbero infatti in grado di ridurre drasticamente le probabilità di avere un'ovulazione. Dica33 ne la parlato con Eleonora Porcu, responsabile da 25 anni del Centro di infertilità e procreazione medicalmente assistita dell'Università di Bologna, presso il Policlinico S.Orsola-Malpighi, e consulente delle più importanti riviste internazionali del settore (come Fertility & sterility e human reproduction).

Professoressa Porcu, quella ricerca presentata al congresso internazionale di reumatologia Eular a Roma mette in guardia le donne che vogliono avere un bambino, segnalando che i farmaci antinfiammatori potrebbero quasi azzerare le probabilità di ovulare. Come interpreta questo dato?
«Innanzitutto c'è da dire che il rischio che i farmaci antinfiammatori non steroidei interferiscano con l'ovulazione è noto da molto tempo, tanto che viene riportato nel foglietto illustrativo. Detto questo, la ricerca presentata a quel congresso - nel formato ancora molto incompleto e sintetico dell'abstract - è stata condotta su un gruppo molto piccolo di donne, appena dieci per ciascun sottogruppo, per cui il risultato non è in ogni caso molto affidabile nel quantificare questo rischio».

Ma quindi qual è il ruolo degli antidolorifici nell'eventuale difficoltà di avere un bambino?
«Tra le prime raccomandazioni che occorre fare alle coppie in cerca di un bambino c'è sempre quella di evitare tutti i farmaci che non siano salvavita, e semmai di discutere insieme al proprio medico in quali circostanze un mal di schiena o un'emicrania debilitante richiedono un trattamento antidolorifico, sapendo che tra i possibili effetti collaterali va messo in conto anche una possibile interferenza con l'ovulazione. Di certo, però, l'eliminazione assoluta dei fans non figura tra le mie priorità quando visito una coppia per la prima volta. Esistono molte altre cause della infertilità, femminile, maschile o di coppia».

Insomma, nel bilancio complessivo della probabilità che una coppia ha di riuscire a procreare questo fattore sarebbe secondario?
«Ribadendo la premessa che se si può evitarli è meglio, direi proprio di sì. L'effetto dei fans sull'ovulazione è comunque transitorio, e reversibile, per cui se anche un mese si è dovuto fare ricorso per alcuni giorni a un antidolorifico non si compromette la situazione se non forse per quel mese. Diverso è il caso in cui questi farmaci venissero usati in modo inappropriato, e per lunghi periodi. In caso di abuso prolungato, però, paradossalmente credo che rispetto al rischio di non ottenere la gravidanza sarebbero ben maggiori i rischi per il nascituro».

Fabio Turone


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