Occhio al virus in palestra

13 novembre 2009
Focus

Occhio al virus in palestra



La domanda è sempre quella. Ma come è possibile evitare il contagio o limitare gli effetti del virus H1N1? Le risposte sono tante, forse troppe e i consigli fatti in casa abbondano. Quando però la fonte è istituzionale è bene non sottovalutarla. E' il caso dell'ordinanza appena messa a punto dal ministero della Salute in merito a come prevenire l'influenza pandemica se si è frequentatori di palestre e impianti sportivi. Si tratta, infatti, di strutture che in genere presuppongono la condivisione di ambienti quali spogliatoi, servizi igienici, docce, sale fitness, palestre, campi da gioco indoor. Un rischio - spiegano dal Ministero - "condizionato dalla condivisione di spazi in ambienti confinati e da attività che espongono a contatti ravvicinati".

Una premessa è d'obbligo prima di demonizzare l'attività sportiva: una regolare e moderata attività fisica è un ottimo modo per prevenire sindromi influenzali, potenziando la risposta del sistema immunitario, infatti, minimizza gli effetti del virus una volta che si viene infettati. Ma è un dato di fatto che gli ambienti come le palestre sono un ricettacolo di virus influenzali e che il rischio aumenti. Lo spiegano diffusamente le cinque pagine dell'ordinanza ministeriale che ricorda le misure per arginare la diffusione del virus. Per cominciare "in qualsiasi luogo di aggregazione è fondamentale il rispetto di elementari norme igieniche quali l'igiene delle mani e l'adozione di comportamenti di buona educazione igienica, per limitare le occasioni di contagio attraverso starnuti o colpi di tosse". Nel documento sono contenute poi raccomandazioni di ordine generale, applicabili a qualsiasi tipo di centro sportivo. Strumenti principali per ridurre la diffusione dell'influenza nei centri sportivi sono "la tempestiva individuazione di frequentatori e membri del personale malati; l'astensione dalla frequenza del centro sportivo in caso di sintomatologia sospetta fino a completa risoluzione" per almeno 24-48 ore, in assenza di terapia sintomatica e antipiretica; "l'adesione a basilari norme di igiene personale ed etichetta respiratoria" e i controlli ambientali che favoriscano l'applicazione e il rispetto di misure di prevenzione e pratiche igieniche appropriate". Lavarsi le mani, perciò, e coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce e si starnutisce.

Terminato il capitolo dell'igiene personale, poi, l'ordinanza ministeriale passa in rassegna l'igiene della struttura e quindi per esempio gli asciugamani, personali o messi a disposizione dal centro sportivo, che una volta usati devono essere collocati in appositi contenitori, negli armadietti o nelle sacche, evitando il più possibile la commistione con gli effetti personali di altri frequentatori. Naturalmente è "opportuno assicurare la pulizia ordinaria accresciuta del centro sportivo, con attenzione alla pulizia di tutte le superfici e oggetti che più frequentemente vengono a contatto con le mani". Le attrezzature sportive, puntualizza la nota ministeriale, dovrebbero essere "pulite tra un turno di frequenza e l'altro e prima di essere riposte nei periodi di inattività. Senza arrivare, però, alla disinfezione ambientale. Il ministero ricorda, poi di aerare gli ambienti con regolarità, controllando accuratamente i dispositivi di climatizzazione e di condizionamento dell'aria. Infine sarebbe bene che i frequentatori del Centro sportivo venissero informati, possibilmente per iscritto, che la frequenza non è opportuna in caso di sintomi simil-influenzali; in caso di contatti con persone con sindrome influenzale, la frequenza del centro sportivo "è consentita fino all'eventuale comparsa dei sintomi sospetti". Il Ministero ha fatto la sua parte ora sono i frequentatori di palestre a dover fare la loro.

Marco Malagutti

Ministero della Salute


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