Per prendersi cura del cuore serve anche l’ottimismo

28 ottobre 2015
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Per prendersi cura del cuore serve anche l'ottimismo





L'ottimismo è una delle chiavi per favorire la salute di chi si trova di fronte a una diagnosi di disturbo cardiaco. Ne sono convinti i ricercatori statunitensi guidati da Nancy Sin della Pennsylvania state University che hanno portato a termine uno studio sull'argomento da poco pubblicato sulla rivista Psychosomatic medicine.
«Gli atteggiamenti psicologici positivi sono stati associati a una migliore salute e longevità, probabilmente dovute a fattori comportamentali» dice la ricercatrice che assieme ai colleghi ha valutato l'influenza dell'ottimismo sulla salute di circa 1.000 persone cardiopatiche. «Abbiamo valutato la relazione tra ottimismo e stato di salute all'inizio dello studio e dopo 5 anni» dice Sin,precisando che nel corso dello studio è stato chiesto ai partecipanti di posizionarsi su scale standard di emozioni positive e negative: i più positivi erano quelli che si definivano entusiasti, determinati, forti, interessati e attivi. E in base ai dati ottenuti appare chiaro che l'ottimismo dà una mano alla salute cardiaca.

«Le persone positive hanno probabilità maggiori rispetto a chi invece è pessimista di svolgere esercizio regolare, di dormire bene e di assumere correttamente la terapia prescritta dal medico» spiega l'autrice, che poi aggiunge: «questi dati non dimostrano che l'ottimismo di per sé spinge ad adottare uno stile di vita più sano, ma mettono in luce solo un legame tra i due fattori». Di certo i risultati ottenuti dai ricercatori statunitensi confermano l'importanza dello stile di vita per la salute del cuore.

«È anche un discorso di auto-motivazione» commenta James Maddux della George Mason University di Fairfax (Usa) convinto che chi ha un atteggiamento positivo riesce ad affrontare meglio la sfida della malattia cardiaca. «Al momento della diagnosi una persona ottimista comincia a porsi degli obiettivi chiedendosi cosa può fare concretamente per superare questo nuovo ostacolo» afferma Maddux. «La vera buona notizia è che anche chi non è ottimista di natura può imparare a esserlo almeno un po', migliorando così anche la salute del proprio cuore» aggiunge Sin, che poi conclude: «si tratta di iniziare con piccoli passi come fare una passeggiata, chiacchierare con un amico o prendersi qualche minuto per capire quali sono le cose per le quali essere grati nella propria vita».


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