Per comunicare le emozioni il faccia a faccia è meglio della tecnologia

11 febbraio 2016
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Per comunicare le emozioni il faccia a faccia è meglio della tecnologia



Per comunicare le emozioni il faccia a faccia è meglio della tecnologia


Ne hanno parlato gli esperti riuniti a San Diego in occasione dell'incontro annuale della Society for personality and social psychology: la tecnologia offre grandi vantaggi in termini di comunicazione e i giovani ne fanno un ampio uso, ma per comunicare i sentimenti e imparare a riconoscere le emozioni non dette incontrarsi di persona resta la soluzione vincente.

«Bambini e ragazzi trascorrono anche più di 7,5 ore al giorno utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione fuori dalla scuola e la forma di comunicazione più in voga tra i giovani è rappresentata senza dubbio dai messaggi inviati con gli smartphone» spiegano gli esperti che in due diversi studi hanno studiato a fondo gli effetti di questo nuovo modo di comunicare nei ragazzi.

Nel primo studio, coordinato da Patricia Greenfield dell'Università della California a Los Angeles, sono stati coinvolti 51 preadolescenti che hanno trascorso cinque giorni lontani dalla tecnologia. «Prima e dopo questo periodo senza i loro abituali mezzi di comunicazione abbiamo chiesto ai ragazzi di interpretare gli stati emotivi di persone rappresentate in fotografia o in filmati privi di audio» spiega la ricercatrice che ha osservato come dopo i cinque giorni, i ragazzi fossero molto più bravi nel riconoscere le emozioni sui volti rispetto ai loro coetanei che non avevano mai interrotto le comunicazioni tecnologiche.

Il secondo studio ha invece coinvolto 64 giovani adulti sottoposti ad "attività stressanti" come parlare in pubblico e che hanno ricevuto supporto emotivo da un caro amico via sms o di persona, oppure non hanno ricevuto alcun supporto. «Il supporto "faccia a faccia" ha avuto l'effetto più ampio nel migliorare l'umore dopo l'esperienza stressante, anche se i partecipanti hanno dichiarato che il supporto via sms o di persona erano equivalenti» spiega Susan Holtzman della University of British Columbia e autrice della ricerca.

«Non c'è niente di sbagliato nell'utilizzo della tecnologia per comunicare, ma serve equilibrio» commenta Ellen Wartella, professore di comunicazione alla Northwestern University di Evanston (Usa), «c'è una sorta di semplice mantra quando si ha a che fare con la tecnologia, di qualunque tipo: mantieni l'equilibrio con il resto della tua vita e con le cose che fai».


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