L’esperto: i vaccini sono sicuri. Sì all’obbligatorietà per proteggere tutti

23 maggio 2016
Interviste

L'esperto: i vaccini sono sicuri. Sì all'obbligatorietà per proteggere tutti



L’esperto: i vaccini sono sicuri. Sì all’obbligatorietà per proteggere tutti


Ancora una volta, nei giorni scorsi una trasmissione televisiva ha sollevato un pericoloso polverone in tema di vaccinazioni, dando spazio - e finendo per concedere immeritata credibilità - alle molte teorie antivacciniste del tutto infondate che negli ultimi anni hanno provocato una pericolosa opposizione a questi fondamentali strumenti di prevenzione, e causato il ritorno di malattie che negli scorsi decenni erano state quasi del tutto eliminate. Dica33 ne ha parlato con Alberto Mantovani, immunologo di Humanitas University e direttore scientifico dell'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Ircss) Humanitas di Rozzano, alle porte di Milano, che sull'argomento ha appena pubblicato un libro divulgativo per Mondadori (Immunità e vaccini, 143 pagine, 18 euro), rivolto al grande pubblico.

Professor Mantovani, che cosa dice a chi ancora mette in dubbio sicurezza ed efficacia delle vaccinazioni?
«Innanzitutto è bene ricordare che solo una piccola minoranza della società è contraria alle vaccinazioni. Si stima che nei paesi occidentali siano tra l'1 e il 2 per cento, rispetto all'80 per cento che eÌ favorevole e pratica le vaccinazioni. C'è poi un 20 per cento circa di indecisi, che eÌ drammaticamente in aumento come conseguenza di diverse incomprensioni, e della diffusione di informazioni incomplete o del tutto false. I vaccini sono l'intervento medico più sicuro e a basso costo di tutti, quello che più di ogni altro ha cambiato in meglio la nostra salute. Se non ci fossero le vaccinazioni, tornerebbero a colpire virus e batteri che da tempo sono stati debellati (come per esempio poliomielite e difterite), e non avremmo alcuna protezione contro le nuove minacce che potrebbero colpirci in futuro. Io sono convinto che le persone che hanno un ascendente e un ruolo pubblico abbiano anche una grande responsabilità quando parlano di questi argomenti, e avrebbero il dovere di informarsi con attenzione prima di avanzare dubbi o sospetti, e ancor più prima di avanzare cifre del tutto campate in aria sui presunti pericoli».

Qualcuno non mette in dubbio l'efficacia e la sicurezza dei vaccini, ma si oppone all'obbligatorietà, ritenendo che ciascuno debba poter scegliere per sé e per i propri figli...
«Il dibattito sull'obbligatorietà dei principali vaccini deve partire dalla consapevolezza che i vaccini che facciamo non proteggono solo noi, i nostri figli e i nostri nipoti, ma attraverso il meccanismo chiamato "immunità del gregge" proteggono anche chi non è vaccinato, impedendo la circolazione di agenti infettivi. Quando quasi tutti sono vaccinati per esempio contro un batterio, l'infezione non trova individui in cui svilupparsi, di cui ha bisogno per proliferare e contagiare altri individui. Ci sono alcune categorie di persone particolarmente vulnerabili, tra cui molti bambini malati di leucemia e le persone con il sistema immunitario compromesso, che non possono vaccinarsi: finché tutti attorno a loro sono vaccinati, il contagio non li raggiunge. Quando però scende la percentuale di persone vaccinate intorno a loro - come è accaduto negli ultimi anni in molti paesi sviluppati tra cui l'Italia - si ritrovano impotenti davanti all'infezione. Sono circa 1.500 i bambini colpiti da leucemia o da altri tumori che oggi possono guarire, ma rischiano di essere uccisi da una malattia che sarebbe prevenibile con un semplice vaccino, come è successo pochi mesi fa a Monza a un bambino ucciso dal morbillo».

Per questo lei ritiene che dovrebbe essere reintrodotto l'obbligo di vaccinazione?
«Sì, penso che sia sensato che i bambini che vanno a scuola debbano essere vaccinati, salvo precise controindicazioni mediche. Io credo che sia giusto impedire che la scelta di non vaccinare un bambino esponga al rischio di contrarre una malattia prevenibile tutti i suoi compagni di scuola, e i loro fratellini e sorelline. D'altronde se ne sono convinti anche negli Stati Uniti, che è probabilmente il Paese più liberale del mondo e più rispettoso della libertaÌ individuale, dopo l'epidemia proprio di morbillo battezzata «Disneyland». Il fatto che le vaccinazioni con tassi più bassi siano quelle che in passato erano state accusate falsamente di causare l'autismo nei bambini significa che anche in Italia ha influito una propaganda irresponsabile contro il vaccino trivalente. Per questo occorre continuare a spiegare che i vaccini sono sicuri e indiscutibilmente utili. L'Organizzazione mondiale della sanitaÌ stima che nel decennio che stiamo vivendo i vaccini salvino ogni anno due milioni e mezzo di vite all'anno, che corrispondono a cinque vite salvate al minuto».

Fabio Turone


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