Negli Usa ci si interroga sulla definizione di “cibo sano”

26 maggio 2016
News

Negli Usa ci si interroga sulla definizione di "cibo sano"



Negli Usa ci si interroga sulla definizione di “cibo sano”


Cosa significa esattamente il termine "sano" che compare sull'etichetta di un prodotto alimentare? Potrà sembrare strano, ma si tratta di una parola che cambia significato a seconda delle disposizioni legislative sull'argomento. Negli Stati Uniti, per esempio, sulla base di un regolamento del 1994, un prodotto alimentare può riportare il termine "healthy" (ovvero "sano", "salutare") sulla confezione sulla base del suo contenuto di grassi. E così una barretta di cereali zuccherati potrebbe risultare "sana", a differenza di un avocado, di un pugno di mandorle o di un trancio di salmone, tutti alimenti ricchi di grassi "buoni".

«È arrivato il momento di rivedere le disposizioni relative ai claim nutrizionali che compaiono sulle confezioni degli alimenti» dicono gli esperti della Food and drugs administration (Fda), l'ente che negli Usa si occupa di regolamentare farmaci e alimenti.

«Negli anni '90 del secondo scorso, quando nacque l'attuale regolamentazione, si poneva grande attenzione ai grassi, ritenuti responsabili di causare malattie cardiovascolari e obesità» spiega Sharon Zarabi, nutrizionista al Lennox Hill Hospital di New York, «questo ha portato a inserire nei prodotti alimentari grandi quantità di zuccheri in sostituzione dei grassi per migliorare il gusto dell'alimento causando l'enorme incremento della sindrome metabolica cui oggi assistiamo». Proprio sulla base delle nuove conoscenze scientifiche e dei dati epidemiologici sulla diffusione di problemi come diabete, obesità e sindrome metabolica, gli esperti Fda sono intenzionati a rivedere la definizione di "cibo sano", ma il processo durerà probabilmente diversi anni.

«Qualcosa si può fare anche subito: tornare ai cibi semplici e preparati in casa, eliminando quelli che hanno tra i loro ingredienti sostanze dai nomi così complessi da risultare addirittura impronunciabili» continua Zarabi.

In Italia, con la recente entrata in vigore del regolamento europeo sull'etichettatura degli alimenti, le informazioni che si ritrovano in etichetta sono ancora più chiare e precise e sottoposte ad attenti controlli prima di essere approvate. L'importante è saperle leggere e dedicare all'etichetta un po' di tempo e attenzione quando si fa la spesa.


Cerca nel sito


Cerca in

ARTICOLI     FARMACI     ESPERTO


Patologie


Cerca il farmaco


Potrebbe interessarti
Amenorrea da sottopeso nelle giovani atlete. È rischio osteoporosi
Alimentazione
21 giugno 2018
Notizie e aggiornamenti
Amenorrea da sottopeso nelle giovani atlete. È rischio osteoporosi
Integrazione home made per l'attività fisica ricreativa
Alimentazione
20 giugno 2018
Notizie e aggiornamenti
Integrazione home made per l'attività fisica ricreativa
L'esperto risponde