Diete miracolose: il pericolo è dietro l’angolo

30 maggio 2016
Interviste

Diete miracolose: il pericolo è dietro l'angolo



Diete miracolose: il pericolo è dietro l’angolo


Oggi vengono proposte, anche in televisione, molte diete sempre diverse che promettono dimagrimenti eccezionali, e spesso sono raccomandate anche da personaggi famosi. Molte di esse, però, agli occhi degli esperti sono inutili e potenzialmente dannose, non solo perché dànno l'illusione di far qualcosa di positivo per la propria salute e il proprio benessere, ma perché non di rado provocano squilibri che per alcune persone possono essere molto pericolosi. Dica33 ne ha parlato con Erna Lorenzini, che oltre a insegnare Scienze tecniche dietetiche applicate all'Università di Milano ha una lunga esperienza in patologia sperimentale.

Professoressa Lorenzini, può aiutarci a fare chiarezza sulle basi scientifiche delle principali diete oggi più in voga?
«Una premessa mi pare importante: un'alimentazione corretta ed equilibrata può avere effetti positivi sulla salute, sulla durata e sulla qualità della vita; serve a sentirsi meglio con sé stessi e con gli altri. Siamo tutti sensibili agli argomenti che riguardano il cibo: tutti mangiamo. Per alcuni hanno più importanza lo stato di salute o l'aspetto fisico, ad altri importano le prospettive etico-ambientali. In ogni caso il coinvolgimento è spesso razionale, ma anche fortemente emotivo e per questo ci espone a recepire informazioni di tutti i generi, senza che ci siano filtri sulla loro validità».

Intende dire che siamo tutti esposti al rischio di fare scelte poco informate?
«Proprio così. Occorre quindi fare attenzione ai tranelli, alle diete che non si basano su conoscenze scientifiche ma su semplificazioni o credenze. I messaggi che ci bombardano si fondano spesso su stratagemmi e sotterfugi che spingono ad affidarsi a soluzioni magiche, fantasiose e a volte truffaldine che promettono risultati immediati e strabilianti. Le soluzioni facili attraggono chiunque, soprattutto chi è passato da una dieta all'altra, magari ottenendo buoni risultati, ma tornando spesso al peso di partenza dopo qualche tempo, non di rado con qualche chilo in più. Anche queste sono spesso soluzioni apparenti che evocano fondamenti scientifici stravaganti. Basti pensare alle diete che accelerano il metabolismo, spesso proposte da personaggi che non hanno nulla a che fare con la figura del medico e che trascurano completamente tutti i parametri clinici indicativi delle stato di salute. Sono proposti regimi alimentari nei quali frutta e verdura sono bandite, o che sfruttano reazioni dell'organismo allo scopo di ridurre la fame. È il caso della dieta chetogenica, che fa venire l'acetone e sfrutta lo stesso meccanismo che fa sì che bambini piccoli vomitano quando hanno la febbre e restano a digiuno: facile quindi capire che non si tratta di un regime raccomandabile. In molti casi il cibo viene proposto come qualcosa che fa solo ingrassare o dimagrire, non come la fonte di tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno. Si ignorano gli studi, consolidati da decenni, che hanno permesso di definire i principi della sana alimentazione».

Però molte di queste diete sembrano funzionare, ed è per questo che molte persone ne sono attratte. Come è possibile?
«La risposta è molto semplice e comprende due aspetti. Il primo si fonda sul fatto che ognuna di queste diete, che si tratti di gruppi sanguigni, di presunte intolleranze alimentari o di acceleratori del metabolismo, modifica le abitudini alimentari di una persona e introduce sempre restrizioni. Nel caso di alcuni regimi alimentari, per esempio, si consigliano spaghetti sconditi e senza sale per colazione, facendo leva sul fatto che chiunque ne consumerebbe spontaneamente quantità irrisorie. Lo stesso vale per le diete "dei gruppi sanguigni". Per dare una parvenza di scientificità si richiamano aspetti genetici in questo caso privi di ogni significato, come la relazione, inesistente, tra i diversi gruppi sanguigni e gli effetti positivi o negativi di alcuni alimenti. Nata negli Stati Uniti e inventata dal naturopata D'Adamo, questa dieta ha numerosi proseliti e in Italia è diffusa e promossa spesso anche in Tv. Tutti gli studi scientifici hanno però dimostrato l'assoluta inconsistenza di questi principi: l'ultimo, apparso su PlosOne e condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Toronto, ne ribadisce l'inutilità e mette in luce invece i gravi rischi a cui ci si può esporre. Ogni persona è caratterizzata infatti da una grande complessità, determinata dal patrimonio genetico, dall'ambiente in cui vive, dalle abitudini che acquisisce e che si modificano durante a vita. Il rischio maggiore di tutti questi regimi alimentari, che promettono miracoli e che catturano in modo fideistico, è proprio questo: trascurare l'individuo con le sue caratteristiche peculiari che richiedono di considerare tutte le informazioni necessarie, anche di tipo clinico, per formulare indicazioni alimentari personalizzate e adeguate allo stato di salute».

Come si giudica se una dieta è sana ed efficace? Solo sulla base della perdita di peso nell'immediato, o occorre fare attenzione ad altri aspetti?
«Il cibo rappresenta un'opportunità preziosa per ricercare l'intesa con se stessi e con gli altri. È uguale per tutti, ma ciascuno ha il suo corpo con il proprio metabolismo, una propria composizione e peso. Ogni dieta squilibrata, soprattutto se protratta e drastica o se basata sull'esclusione di intere classi di alimenti, produce una serie di conseguenze negative: altera il metabolismo con diminuzione del dispendio energetico di base e provoca una maggiore tendenza a ingrassare. Non permette di modificare le abitudini individuali sbagliate che stanno alla base dell'aumento di peso, né consente di acquisirne stabilmente di nuove e più adeguate. Può determinare la carenza di nutrienti oppure provocarne un'assunzione eccessiva, come è il caso delle diete iperproteiche, che spesso sono ipocaloriche, delle quali si vanta solo l'aspetto legato al maggior contenuto di proteine. Dimagrire significa invece perdere solo il grasso in eccesso: la diminuzione del peso deve essere la conseguenza della riduzione del tessuto adiposo. Se si perdono acqua o muscolo non si risolve nulla, anzi ci si espone a condizioni potenzialmente molto dannose, soprattutto per alcune categorie di persone, tra cui i giovanissimi, le donne e gli anziani».

E in pratica, che cosa consiglia a chi vuole perdere peso?
«Bisogna fornire le indicazioni corrette, sulla base delle linee-guida che stabiliscono criteri generali applicabili a diverse categorie di persone, dai bambini alle donne dopo la menopausa, agli anziani, per i quali i rischi di stati di malnutrizione sono davvero grandi. Penso anche che sia necessario rispettare le persone, con l'obiettivo finale di renderle autonome, di metterle in condizione di poter fare le proprie scelte consapevoli, di renderle "libere da dieta" collaborando e prescrivendo solo ciò che è necessario. Si deve essere in grado di attingere alle risorse personali che tutti hanno, per trovare la strada migliore per ottenere il risultato desiderato. Per far ciò è necessario che un medico stabilisca lo stato di salute, che ne definisca i tratti e che dia indicazioni per formulare una dieta adeguata, che può essere realizzata solo da professionisti».

Fabio Turone


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